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Il Castello di Fénis, un tuffo nel medioevo

Castello di Fénis

Dopo avervi accompagnato al Forte di Bard e al Castello di Ussel, eccoci al Castello di Fénis, il castello medievale per eccellenza. E basta guardarlo un attimo per capire il perché.

Lo vedete bene dalle foto: Il Castello di Fénis è imponente, maestoso, anche elegante. Da fuori è una vera meraviglia, e siamo sicuri che coi colori estivi lo sia ancora di più. Noi avremmo goduto volentieri della vista delle montagne innevate, ma il tempo ci è stato nemico.

Il castello di Fénis

Castello di Fénis (esterno + viaggiascrittori)

Soprattutto ricordatevi che visitare un castello come questo d’inverno significa patire il freddo! Certo, non esageriamo. Con “patire il freddo” non voglio dire che ci siano stati avvistamenti di pinguini imperatori. Più che altro che i miei piedi avrebbero tanto gradito una sauna post-visita.

Dentro le mura del Castello di Fénis

Tornando a noi, credo che il Castello di Fénis meriti di essere visto più da fuori che da dentro. Sarete curiosi di sapere perché secondo me il castello non meriti una visita al suo interno. In realtà, dato il prezzo incredibilmente basso, non c’è nessun motivo particolare perché non dobbiate visitarlo. Dopotutto ci sarà una guida a raccontarvi la sua lunga storia, e questo è solo un vantaggio (e cultura!).

Dentro le mura del Castello di Fénis

VISITA AL CASTELLO DI FÉNIS

A livello di interni, però, il Castello di Fénis è essenzialmente spoglio. Non è rimasto quasi nulla di originale, se non le stanze prese da sole. Tutti gli arredi che vedrete durante la vostra visita sono oggetti d’antiquariato acquistati dal Ministro De Vecchi nel suo intento di ripopolare il mobilio del Castello. Secondo la mia opinione, il Ministro ha fatto un ottimo lavoro. Prima del suo intervento la struttura era praticamente vuota, ora invece possiamo vedere una ricostruzione parziale di come gli arredi dovevano essere una volta.

Cortile interno

Effettivamente, a pensarci bene, l’intera visita la vale solo il cortile esterno. Questo cortile, tra l’altro, è nientemeno che la versione originale da cui Torino ha preso spunto per il cortile della sua “falsa” rocca medievale, di cui Chiara vi ha parlato qui. È stato emozionante vedere quanto gli affreschi si siano conservati bene nel corso del tempo, anche se dispiace un po’ per le condizioni della scala (infatti abbiamo dovuto usarne una di servizio costruita recentemente).

Mi dispiace non avere con me foto degli interni, ma il divieto di fotografare parlava chiaro, e la guida era piuttosto intransigente. Tuttavia ci ha permesso di scattare una foto al Cristo di legno situato nella stanza che un tempo era la cappella personale degli Challant, padroni del castello.

Cristo di legno

In realtà il crocifisso ligneo non fu rinvenuto nel Castello, ma nel sottotetto parrocchiale del paesino di Fénis, nel 1991. È stato datato intorno al 1295-1300, quindi capite anche voi che si tratta di un oggetto antichissimo! Inoltre, essendo di legno, la sua conservazione assume ancor più valore.

CONCLUSIONI

A me il Castello di Fénis è piaciuto molto, e il dispiacere per gli interni un po’ spogli non supera di certo l’emozione generale che ho provato nel visitarlo. Per qualsiasi domanda o curiosità non esitate a scriverci nei commenti o alla nostra mail. Restate sintonizzati, che il tour valdostano è lungi dall’essere finito. Alla prossima!

Castello di Fénis (esterno)

COME ARRIVARE AL CASTELLO DI FÉNIS

Sembra scontato, e invece non lo è per niente. Se non impostate il navigatore del vostro smartphone, rischiate seriamente di perdere l’uscita autostradale che vi conduce a questo gioiello architettonico. L’uscita che dovete prendere è quella di Nus, prima della quale troverete un enorme cartello marrone indicante il castello, ma non l’uscita giusta per raggiungerlo. Una volta abbandonata l’autostrada non vi sarà difficile seguire le precise indicazioni che conducono al Castello di Fénis!

Io e Chiara abbiamo trovato la strada senza problemi, anche se il parcheggio è risultato più difficoltoso. Per fortuna era giovedì, e uno dei quattro posteggi di fronte al castello si è liberato la seconda volta che ci sono passato davanti. Ah, che bello viaggiare in settimana!

INFO UTILI
Orari

Le visite sono guidate e durano 40 minuti. Il castello è aperto dalle 10.00 alle 13.00 e dalle 14.00 alle 17.00 (ultimo ingresso alle 16.00).

Prezzi

Biglietto intero: 5€.

Biglietto ridotto: 3,50€ (noi, essendo studenti, abbiamo sempre usufruito del biglietto ridotto).

8 Comments

  • Reply
    Michela
    febbraio 24, 2016 at 9:51 am

    Grazie ragazzi, mi son segnata le info per arrivarci…
    Beh dato il prezzo irrisorio direi che la visita agli interni vale comunque la pena per conoscere la storia del Castello!

    • Reply
      Chiara Paglio
      febbraio 24, 2016 at 6:02 pm

      Sì, Michela, i prezzi sono super convenienti. Poi sia qui sia a Castel Savoia abbiamo avuto guide interessanti e competenti!

  • Reply
    Lucrezia & Stefano - in World's Shoes
    febbraio 24, 2016 at 10:12 am

    Bravi ragazzi, come sempre un racconto pieno di informazioni utili e piacevole. Foto bellissime! A dire il vero se dovessi scegliere un castello da visitare mi ha colpito più il forte di Bard con il suo paesino. Per quello ho avuto un colpo di fulmine*__*
    Un bacio 🙂

    • Reply
      Chiara Paglio
      febbraio 24, 2016 at 6:05 pm

      Grazie! Onestamente il castello di Bard era qualcosa di assolutamente inedito, mentre Fénis è quasi lo “stereotipo” del castello medievale. Per noi che avevamo già visto la riproduzione del suo cortile alla Rocca Medievale di Torino è stato un po’ come un’esperienza già vissuta… ma comunque molto bella!

  • Reply
    Eliana
    febbraio 27, 2016 at 4:41 pm

    che meraviglia questi castelli!

    • Reply
      Marco Tamborrino
      febbraio 27, 2016 at 7:11 pm

      Vero, sono proprio stupendi! 🙂

  • Reply
    Valentina
    marzo 24, 2016 at 8:46 pm

    Io amo i castelli 🙂 mi fanno sognare ad occhi aperti 🙂
    vi leggo sempre anche se negli ultimi mesi, dato il viaggio in barca, non ho mai abbastanza tempo in internet per commentare.

    • Reply
      Marco Tamborrino
      marzo 24, 2016 at 9:05 pm

      Meglio il viaggio in barca che il tempo speso su internet, in ogni caso 😀

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