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Que Fuerteventura!

Fuerteventura

Prosegue il racconto del mio viaggio alla scoperta delle isole Canarie, dove sono stata a fine luglio con la mia famiglia. Ci eravamo lasciati a Tenerife (qui), di cui abbiamo apprezzato le acque cristalline, il paesaggio lunare e le escursioni per mare e per terra. Ci ritroviamo all’aeroporto di Tenerife Norte, da cui parte il nostro volo per Fuerteventura, seconda isola dell’arcipelago per estensione. Stavolta voliamo con Binter Canarias (e ci offrono pure le noccioline!). Sorvolare l’isola è un’esperienza singolare: dall’alto appare brulla e quasi disabitata. Un’impressione confermata una volta atterrati, mentre percorriamo in taxi il tragitto che separa l’aeroporto di Puerto del Rosario da Corralejo, dove alloggiamo. Quando il deserto ci si para davanti, quasi non sappiamo come reagire: da una parte, lungo la strada, dune di sabbia a perdita d’occhio; dall’altra, lungo la costa, scogli neri e acque azzurrissime. È uno scontro mozzafiato: stiamo attraversando il Parco Naturale delle Dune di Corralejo.

Dune di Corralejo (Fuerteventura)

Giunti a destinazione, il nostro hotel (Barceló Corralejo Bay) ci fa un’ottima impressione. Per la prima volta alla reception troviamo qualcuno di lingua italiana, la gentilissima Federica, che vorrei ringraziare per la sorpresa organizzata in occasione dell’anniversario dei miei. Nel pomeriggio passiamo qualche ora sulla spiaggetta antistante l’hotel, da cui si gode una splendida vista dell’Isla de Lobos, che abbiamo già adocchiato per un’escursione.

Isla de Lobos (Fuerteventura)

La sera siamo accolti da un ricco buffet. Sorprendentemente, l’assortimento di dolci riesce a essere migliore di quello già sperimentato a Tenerife: il mio cuore è commosso, il mio girovita meno. Dopo la cena facciamo amicizia con il centro abitato: Corralejo è una cittadina animata, con tanti locali e negozietti (anche qui, però, chiudono alle 22). È anche una cittadina ventosa e il vento sarà, d’ora in poi, la cifra della nostra permanenza a Fuerteventura. Il cui nome, non a caso, fa riferimento al forte vento che spazza l’isola (ma è solo una delle ipotesi).

Grandes Playas

Il secondo giorno è dedicato al più completo relax. Decidiamo di approfittare del bus gratuito dell’hotel e di recarci alle Grandes Playas, il lungo litorale del Parco Naturale delle Dune, che avevamo visto nel tragitto in taxi. I colori della sabbia e del mare sono stupendi: sembrano usciti da una tela di Rothko. Affittare due ombrelloni e due lettini costa la risibile cifra di 18 euro, contro gli esosi stabilimenti italiani.

Grandes Playas (Fuerteventura)

Ci sono anche i cammelli… e non scherzo!

Isla de Lobos

Ma non ci rilassiamo troppo: il terzo giorno siamo di nuovo in barca, diretti all’Isla de Lobos come antichi pirati. In passato, infatti, l’isolotto fu base per i loro traffici. Tuttavia, non sono loro i lupi da cui l’isola prende il nome, bensì le più mansuete foche (o “lupi di mare”) che la popolavano, oggi scomparse dopo una caccia feroce. Ecco, fermiamoci un attimo. Questo ammasso di rocce nere, intervallate da golfi e calette, punteggiate di casette con le porte blu, davanti alle quali stanno rovesciate barche di legno… questo è quanto di più vicino alla pace io riesca a immaginare. Un angolo quasi incontaminato, dove i colori esistono solo in forma pura e si incastonano armonicamente l’uno nell’altro. Se dovessi fuggire dal mondo, fuggirei qui.

Almeno fino alle 11 del mattino, quando l’isola si riempie di turisti che sciamano sui suoi sentieri e si accalcano al banco dell’unico ristorantino dell’isola. La vecchia opposizione natura-civiltà.

Isla de Lobos (Fuerteventura)

Isla de Lobos (Furteventura)

Betancuria e la penisola di Jandia

Uno dei modi più intelligenti per visitare Fuerteventura è noleggiare un’auto. Noi ne prendiamo una per 2 giorni (40 euro al dì) e ci avventuriamo sulle sue strade panoramiche e ben asfaltate. Il primo giorno esploriamo alcune zone del centro e del sud dell’isola: Betancuria e la penisola di Jandia. Betancuria, antico capoluogo dell’isola, fu fondata dai primi colonizzatori spagnoli nel 1405: deve il suo nome all’esploratore Jean de Béthencourt, che si occupò della conquista delle Canarie per la corona di Spagna. A lui è attribuita l’improbabile frase “Que forte aventure!” (“Che grande avventura!”), dalla quale l’isola prenderebbe il nome (ipotesi numero 2). Prima dell’arrivo degli spagnoli, Fuerteventura sarebbe stata abitata dai Guanci e divisa in due regni separati da un muro. Il che mi ricorda Stardust o il Trono di Spade, ed è l’unico motivo per cui ve l’ho detto.

Betancuria (Fuerteventura)

Sulla strada per Betancuria (o a Braavos)

Cose da vedere a Betancuria: la chiesa di Santa Maria e il convento francescano a cielo aperto. Anche il Museo Archeologico ed Etnografico dev’essere dannatamente interessante, ma purtroppo non l’abbiamo visto.

Betancuria (Fuerteventura)

Chiesa di Santa Maria di Betancuria (Fuerteventura)

Chiesa di Santa Maria

Convento francescano di Betancuria (Fuerteventura)

Convento francescano

Da Betancuria ci dirigiamo verso la penisola di Jandia, per dare un’occhiata alle sue spiagge. Un’occhiata, è proprio il caso di dirlo, perché il vento fortissimo (unito alla straordinaria quantità di polvere) rischia di attentare alla vostra vista, proprio come ha attentato alla mia. Da segnalare la bellissima Playa de Sotavento, un mix tra laguna e spiaggia, dove si sta svolgendo il campionato mondiale di windsurf.

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Il nostro secondo giorno in auto (e purtroppo l’ultimo giorno di esplorazione) lo dedichiamo a El Cotillo, con le sue belle insenature e il suo faro, uscito direttamente da Moonrise Kingdom. Purtroppo il tempo non è dei migliori: ci insegue un vento ostinato e sferzante.

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Qualcuno si è divertito a disegnare questo bellissimo labirinto di pietre. Lo abbiamo percorso tutto e ne ringraziamo gli autori

È ormai venerdì e i nostri giorni isolani sono scaduti. Facciamo i bagagli, li carichiamo su un taxi e torniamo tristemente in aeroporto. Il nostro volo Iberia fa scalo a Madrid: non ci sono ritardi, ma il viaggio è lo stesso sfibrante. L’arrivo a Fiumicino intorno alle 22.30, il recupero delle valigie e l’attesa della navetta del parcheggio ci provano. Quando arriviamo a casa siamo accolti dai nostri gatti, che non sembrano averci dimenticati nonostante le due settimane di assenza. Li coccoliamo un po’ e infine ci concediamo il meritato riposo.

Che dire? Non pensavo che ce l’avremmo fatta! Certamente nessun’altra vacanza ci ha impegnato tanto dal punto di vista organizzativo, ma ne è valsa la pena. I paesaggi che abbiamo visto, carichi di storie lontane ed esotiche, accesi di colori diversi dai nostri… questi non li scorderemo. Spero di avere l’occasione di tornare in questi luoghi magnifici – Tenerife e Fuerteventura – e magari condividerli, perché no, con la persona che amo.

4 Comments

  • Reply
    Miriam's Version
    agosto 7, 2015 at 1:33 am

    Ciao! Se ti piace viaggiare, visita il mio blog: http://www.miriamsversion.wordpress.com
    Mi farebbe piacere un tuo parere!

    • Reply
      marcotambo
      agosto 8, 2015 at 11:26 pm

      Cara Miriam, certo che ci piace viaggiare. E dico “ci” perché” siamo in due, cosa che evidentemente ti è sfuggita mentre sfogliavi attentamente il nostro blog. Noi siamo sempre aperti a conoscere nuovi viaggiatori, ma ci piacerebbe anche un riscontro su ciò che scriviamo e raccontiamo, non solo pubblicità spam. Grazie per l’attenzione, e alla prossima 🙂

      • Reply
        Miriam's Version
        agosto 9, 2015 at 2:09 am

        Grazie Marco per la risposta, sei stato davvero gentile! Di sicuro seguirò il tuo/vostro viaggio in Irlanda! L’Irlanda è meravigliosa, Dublino affascinante! Se hai dubbi o domande su cosa vedere a Dublino, puoi scrivermi. Magari posso esserti d’aiuto e rimediare alla pubblicità spam che non hai ben apprezzato (Spam che a volte risulta essere un buon alleato per conoscere nuovi viaggiatori, come lo è stato in questo caso).
        Alla prossima e in bocca al lupo per questa nuova avventura!

  • Reply
    https://narrabondo.wordpress.com/
    marzo 24, 2016 at 7:24 pm

    Che posto spettacolare

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