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Teneramente Tenerife

Tenerife

Grazie a mia sorella Marta, che ha testimoniato la nostra vacanza a Tenerife scattando la maggior parte delle foto nell’articolo

Quando torno da una lunga vacanza, ho sempre bisogno di quei 2-3 giorni di acclimatamento: un rientro fisico e spirituale nelle abitudini e nei paesaggi di casa. Ne ho avuto bisogno specialmente stavolta, al termine di un viaggio che mi ha portato più lontano di quanto sia stata finora, oltre le Colonne d’Ercole.

Là – nel mitico sito che gli antichi destinavano ad Atlantide – stanno terre un po’ più modeste, ma altrettanto affascinanti: sono le isole Canarie, 7 per la precisione, tutte di origine vulcanica, oggi comunità autonoma della Spagna. Il loro nome deriverebbe dal latino “canis”, per la nutrita popolazione di cani selvatici che le abitava (stando a Plinio il Vecchio, o alla più abbordabile guida su un autobus). Per la mia gioia, sono tutti scomparsi.

Map_of_canaries_island

Sono partita da Fiumicino la mattina del 18 luglio, insieme ai miei genitori e a mia sorella, veri organizzatori del viaggio.

Direzione Tenerife, la più grande delle isole Canarie!

Voliamo con EasyJet. Essendo la mia prima volta in aereo (e la prima vacanza famigliare con questo mezzo), ero piuttosto nervosa, anche per la quantità di bagagli che pendeva sulla mia testa durante il tragitto fino al parcheggio dell’aeroporto (Park and Fly: servizio buono, ma sfibrante l’attesa della navetta al ritorno). Ecco la prima testimonianza fotografica:

Atterriamo a Tenerife Sur dopo quasi 5 ore di volo. Recuperiamo i bagagli e poi, via, in coda al botteghino dell’autonoleggio. Dall’Italia abbiamo prenotato con AVIS una C3 Picasso: è enorme, e finalmente le valigie entrano tutte nel bagagliaio. La nostra destinazione finale è l’hotel Iberostar Bouganville Playa, a Costa Adeje, sud-ovest di Tenerife. Qui ci accolgono due confortevoli stanze di recente ristrutturazione e un commovente buffet dei dolci. E fu sera e fu mattina: primo giorno.

Iberostar Tenerife

Non lo dimenticherò facilmente.

Il secondo giorno ci dedichiamo a un’esplorazione delle spiagge limitrofe: Playa de las Americas e Los Cristianos, sabbia marroncina e il primo contatto con l’oceano – non così freddo come immaginavamo. Il pomeriggio ci dirigiamo in macchina a La Tejita, che incanta con la sua sabbia dorata e la massiccia scogliera rossa. La spiaggia è frequentata anche da nudisti e il vento spazza forte, tuttavia merita una visita.

La Tejita (Tenerife)

È come se una colata di lava si sia arrestata sul ciglio dell’acqua per paura di bagnarsi. No?

Loro Parque

Una delle attrazioni che non potete perdere a Tenerife è Loro Parque, situato a Puerto de la Cruz, sulla costa settentrionale dell’isola. Si tratta di uno sbalorditivo zoo, nato come riserva per pappagalli e poi cresciuto a comprendere moltissime specie di animali, alcuni dei quali si esibiscono in show divertenti e strappalacrime.

Visitarlo richiede quasi una giornata: gli habitat ricostruiti per gli animali sono spaziosi e convincenti, per quanto necessariamente limitanti (sì, gli zoo mi mettono tristezza). Nel padiglione dedicato ai pinguini credo di aver pianto tutte le mie lacrime: erano tantissimi, di molte specie diverse, immersi nel ghiaccio e in una semioscurità che imita le condizioni della notte polare. Pensarli così lontani da casa mi ha dato uno strattone al cuore.

Loro Parque (pinguini) Loro Parque (pinguini)

Trovate del tempo per gli show dei delfini, delle orche e delle foche, che si tengono più volte durante il giorno. Il rapporto che questi animali hanno instaurato con i loro istruttori è sorprendente e rende gli spettacoli tanto emozionanti quanto commoventi. La loro intelligenza fa impallidire quella di molti bipedi.

Loro Parque (orche)

Volano, volanoooo

Royal Delfín

Prima della partenza avevamo prenotato un’escursione a bordo di questo catamarano, il Royal Delfín, che salpa dal porto di Costa Adeje: 4 ore in mare (pranzo incluso), risalendo la costa occidentale dell’isola fino a Los Gigantes, scogliere mozzafiato che toccano picchi di 600 m. L’imbarcazione fa una sosta per il pranzo e per un bagno, poi si lancia all’inseguimento (per così dire) di delfini e balene pilota. Gli avvistamenti sono stati così numerosi che non sapevamo più dove guardare: i delfini sono tipetti esibizionisti.

Delfini a Tenerife

Che faccino (e che codina)

Delfini a Tenerife

Note negative? Ecco, soffro di mal di mare e le correnti oceaniche ci hanno messo del loro. Inoltre a bordo vigeva un regime di open bar, che trovava molto consenzienti gli altri turisti: il loro andare e venire dal banco delle bibite, sommato al moto ondivago della mia testa, decisamente non ha aiutato a godermi la crociera fino in fondo.

Balene a Tenerife

Balene piloto! (secondo la guida spagnola col problema del genere)

Submarine Safaris

Submarine Safaris

Yellow submarine!

Dite, pensate che ci saremmo lasciati sfuggire un sottomarino? Quello in questione si immerge nelle acque di Marina San Miguel, che si raggiunge con un autobus della compagnia. Come nella migliore delle canzoni, è giallo. L’immersione dura circa 40 minuti e, anche se il fondale è spoglio, gli abitanti non mancano. Non chiedetemi il nome dei pesci, ma chiedete pure com’è stato il naso a naso con sub e razze giocherellone. Mi sentivo come nella puntata di Doctor Who sul sottomarino sovietico (la mia natura whovian non si smentisce mai). Al termine dell’immersione tutti i partecipanti hanno ricevuto un attestato. O meglio, i loro alter ego fantasy.

Submarine SafarisSubmarine Safaris

Il Teide

Come le altre isole dell’arcipelago, Tenerife è di origine vulcanica. Non solo: vi si trova il vulcano più alto d’Europa (3718 m), inattivo. Si chiama Teide, un bel nome da donna, quasi divinità marina, e ha conferito all’isola quel suo paesaggio brullo e bruciacchiato, polveroso e rossastro. Nella parte meridionale, dove piove da 2 a 10 giorni l’anno, lo scenario è quasi lunare. Non è un caso, quindi, che il Teide sia stato scelto come set per le prime due puntate della nuova stagione di Doctor Who (sì, di nuovo fangirlizzando).

Cabinovia per il Teide

Nonostante l’oceano sia attraente, il vulcano merita la sua giornata di escursione. Noleggiate una macchina o andate in autobus: le strade sono ampie e ben tenute, nemmeno troppo ripide. Intorno ai 2300 m si incontra la cabinovia, che consente di raggiungere la vetta. Il biglietto è un po’ esoso (27 euro a/r), ma la vista dall’alto ricompensa di tutto. Seccante la coda d’attesa per salire: abbiamo beccato l’ora di punta e aspettato per ben 2 ore. Consiglio di andare nel pomeriggio, quando i visitatori si diradano.

Arrivati a 3500 m, la cima del vulcano si staglia maestosa su una distesa di lava nera; in lontananza si vede il mare lambire le coste coi suoi cavalloni. Gli ultimi 200 m del percorso sono per i temerari e le loro scarpe da trekking: per salire fino al cratere occorre uno speciale permesso, che va richiesto anticipatamente. Noi non lo avevamo fatto, ma (siamo sinceri) non abbiamo rimpianti. Siamo pigri.

Teide

E se facesse bum?

La vita notturna

Va bene, mi direte, ma a Tenerife siete andati solo a vedere pesci e scalare vulcani? A voler essere sinceri, sì. Tuttavia abbiamo svolto anche attività più leggiadre, quali spedizioni di shopping punitive (i prezzi dell’abbigliamento sono molto più bassi che in Italia, anche in catene come Zara e Bershka!). Per quanto riguarda la vita notturna, la zona più animata dell’isola è proprio quella intorno a Playa de Las Americas e Los Cristianos. Tuttavia, non aspettatevi l’animazione che trovereste in una località di mare italiana: i negozi chiudono presto (molti prima delle 22) e i locali non sono poi così entusiasmanti. Discoteche non ne ho viste, e sinceramente è stato un sollievo.

Vale la pena pagare il consueto pellegrinaggio all’Hard Rock Cafe, che nel caso di Tenerife si può proprio definire un tempio della musica, viste le dimensioni e la forma. Di certo, è il più spettacolare Hard Rock in cui sia stata finora e la sezione merchandising è molto fornita.

Hard Rock Cafè Tenerife

Metticela qualche altra cariatide.

Un luogo molto suggestivo per un aperitivo o una cenetta è il paesino di San Cristóbal de La Laguna, antica capitale delle isole Canarie e oggi capitale culturale. Il centro storico conserva l’architettura seicentesca, stupendi ingressi, finestre e balconi. Arrivandovi di sera, tuttavia, abbiamo trovato chiusa la Cattedrale e non siamo riusciti a visitare il Museo. Tenete a mente, gente: se volete farvi una cultura, deviate dal mare per un giorno.

Camminando a La LagunaEdificio a La Laguna

E, senza che ce ne accorgessimo, è già trascorsa una settimana: è ora di ripartire. Verso casa? Ah, ingenui. Tempo di riprendere un altro aereo, verso un’altra isola e un’altra (fuerte) ventura. Ma questa è un’altra storia, un altro post.

2 Comments

  • Reply
    Lucrezia & Stefano - In World's Shoes
    aprile 21, 2016 at 7:37 pm

    Oddio, sono così belle queste Isole che veramente vorremmo poterle visitare tutte! Soprattutto Tenerife e Lanzarote ci attirano tantissimo, ma pensiamo seriamente che Lanzarote sarà la meta prescelta!
    Vi aggiorneremo… tanto prima di andarci passerà sicuramente tutto il 2016!

    • Reply
      Chiara Paglio
      aprile 21, 2016 at 7:40 pm

      Anche a me piacerebbe tornare e visitare Lanzarote. Avremmo dovuto fare un’escursione giornaliera da Fuerteventura, ma dal momento che il mare era mosso in quei giorni abbiamo finito per non andare. Peccato… mi interessava soprattutto il lato vulcanico dell’isola, con il parco dei geyser 🙂

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