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Catania, cosa vedere in un giorno

Cosa vedere a Catania

La città ai piedi dell’Etna è un trionfo di architettura barocca e peccaminoso street food, capace di folgorare chiunque la visiti, anche solo di passaggio. Scoprila con la nostra guida per visitare Catania in un giorno. 

Dieci cose da vedere in un giorno a Catania

Atterrando all’aeroporto di Catania si resta incantati alla vista dell’Etna che buca le nuvole. Questo gigante, portatore di distruzione e di ricchezza, è l’elemento che più di ogni altra cosa ha condizionato la storia della città: una città-fenice abituata a risorgere dalle sue ceneri. 

In un solo giorno è riuscita a conquistarci con le dimensioni esagerate dei suoi palazzi e delle sue strade, con la vitalità del suo mercato del pesce e il semplice morso di un arancino. In questo articolo abbiamo raccolto la nostra top ten: dieci cose da vedere a Catania che ti faranno amare questa provincia della Sicilia.

Cosa vedere a Catania

  1. Castello Ursino
  2. Piazza del Duomo di Catania
  3. Mercato del pesce
  4. Teatro romano
  5. Monastero dei Benedettini di San Nicolò L’Arena
  6. Panorama dalla Chiesa di San Nicolò L’Arena
  7. Chiesa di Sant’Agata la Vetere 
  8. Cupola della Badia di Sant’Agata
  9. Via dei Crociferi
  10. Via Etnea e Piazza Stesicoro
  11. Dove mangiare a Catania
  12. Come arrivare a Catania

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Catania dall'alto

1. Castello Ursino

Per chi arriva dall’aeroporto, iniziare la visita di Catania dal Castello Ursino è un’ottima idea. Costruito nel XIII secolo per volere di Federico II di Svevia, il maniero visse il suo momento migliore durante i Vespri Siciliani come sede del Parlamento.

Studiando i documenti dell’epoca, è emerso che un tempo il castello era lambito dal mare. Insomma, Federico si era fatto costruire una fortezza con vista sul Mediterraneo. Cos’è andato storto? La colata lavica del 1669 e il terremoto del 1693 fecero allontanare la costa di alcune centinaia di metri.

Oggi il castello è sede del museo civico e domina ancora imponente Piazza Federico di Svevia. Oltre alla collezione Biscari e dei Benedettini, all’interno del castello è possibile ammirare i tantissimi graffiti lasciati dai carcerati nel periodo in cui fu usato come prigione.

Castello Ursino

2. Piazza del Duomo di Catania

Appena arrivati in Piazza del Duomo, si viene subito sopraffatti dalla bellezza di Catania. Tutto appare grande, monumentale, elegante. Il contrasto con alcune zone adiacenti, come il mercato del pesce, è incredibile. Qui si intersecano via Etnea, via Giuseppe Garibaldi e via Vittorio Emanuele Secondo, rendendo questa piazza il cuore pulsante della città. 

La Cattedrale di Sant’Agata fa da guardia alla piazza, ma ad attirare lo sguardo è anche la Fontana dell’Elefante: chiamato anche “u Liotru”, si tratta di una statua in pietra lavica sormontata da un obelisco e posizionata al centro di una fontana di marmo. 

Le origini della fontana non sono chiare, ma la versione più accreditata è quella del geografo arabo Idrisi, secondo il quale l’elefante sarebbe stato costruito durante la dominazione cartaginese di Catania. La statua era considerata magica, in grado di proteggere la città dalle eruzioni dell’Etna. Oggi l’elefante è il simbolo di Catania e appare anche nello stemma comunale. 

Duomo di CataniaFontana dell'Elefante

Nel nostro caso, siamo arrivati in Piazza del Duomo da Porta Uzeda, sul lato sud, dopo un’incursione nel mercato del pesce (te ne parliamo più avanti). Questo ingresso monumentale consente di avere un impressionante scorcio dell’Etna che si staglia in fondo a via Etnea. “A Muntagna”, come lo chiamano qui, ci appare un gigante buono e sonnacchioso nel cielo limpido. 

Sempre sul lato sud della piazza, ma dalla parte opposta a Porta Uzeda, si trova la Fontana dell’Amenano, un altro luogo simbolo di Catania. La fontana, realizzata nel 1867 da Tito Angelini, rappresenta nei panni di un giovane il fiume di Catania, l’Amenano appunto, il cui corso oggi è sotterraneo. 

Leggi anche: Cosa vedere a Palermo in un giorno

Porta Uzeda
Fontana dell'Amenano

3. Il tradizionale Mercato del Pesce di Catania

Alle spalle della Fontana dell’Amenano, una scalinata scende alla Pescheria, l’antico mercato del pesce di Catania. Immagina una distesa di banchi di ogni forma e dimensione, su cui si dibattono in pochi centimetri d’acqua montagne di pesci, granchi e molluschi. 

I venditori sbattono polpi sulle bilance, affettano tonni, affondano le mani in conche di vongole e lumache di mare. Ognuno di loro ha il pesce più fresco e a buon prezzo, e te lo gridano, lo decantano, anche a te che sei solo un piccolo turista sperduto in un mercato. 

Mercato del pesce di Catania

Mercato del pesce di Catania

In mezzo a questa cacofonia di dialetti, l’odore del pesce è quasi soffocante, stordisce e impregna ogni cosa. Cammini su uno strato di acqua e fluidi, le scarpe sprofondate in questo mare primordiale. 

Dal lunedì al sabato, la Pescheria di Catania è uno spettacolo che va in scena a beneficio di tutti: commercianti, abitanti e visitatori comuni. Ogni categoria trae da questo luogo straordinario esattamente quello che stava cercando: l’intensità e il tripudio incontrollabile della vita. 

Mercato del pesce di Catania
Mercato del pesce di Catania

4. Teatro romano di Catania

Tra i luoghi da non perdere a Catania c’è sicuramente il teatro romano, a pochi passi da via Etnea. Di origini greche, il teatro fu restaurato e ampliato sotto l’impero romano, durante la dinastia di Adriano (II secolo d.C.). Poteva ospitare circa 7.000 spettatori. 

Nei secoli successivi la struttura cadde in disuso e cominciò a essere utilizzata come cava. Tutto intorno al teatro sorsero abitazioni ricavate nella struttura stessa, molte delle quali sono state abbattute in anni recenti. Restano ancora in piedi alcuni palazzi annessi al teatro, come Casa Liberti, dal nome dei suoi proprietari: oggi è uno spazio espositivo che ospita cimeli di famiglia e offre uno scorcio davvero suggestivo della cavea dall’alto. 

Teatro romano di Catania: orari e prezzi

  • Aperto tutti i giorni dalle 9.00 alle 19.00
  • Biglietto intero 6 euro, ridotto 3 euro

Teatro romano di Catania
Teatro romano di Catania

5. Monastero dei Benedettini di San Nicolò L’Arena

Sede della facoltà di Scienze Umanistiche, per alcuni studenti il Monastero dei Benedettini di San Nicolò l’Arena potrebbe anche essere un luogo di oscuri pericoli, mentre per i turisti è un posto assolutamente incredibile. 

Il complesso è costituito da un enorme edificio monastico benedettino e da un’imponente chiesa settecentesca. È talmente grande che è considerato il secondo monastero benedettino d’Europa per estensione.

Il Monastero è un luogo ricco di storia e di riferimento per la città di Catania. Potrai scegliere se fare una visita guidata negli orari prestabiliti o girovagare tra i corridoi universitari e gli splendidi cortili interni del complesso monastico.

Monastero dei Benedettini di San Nicolò L’Arena
Monastero dei Benedettini di San Nicolò L’Arena

6. Panorama dalla Chiesa di San Nicolò l’Arena

La cupola della chiesa settecentesca adiacente al monastero, alta 66 metri, detiene il primato di punto d’osservazione aperto al pubblico più alto di Catania. Ha riaperto ai visitatori soltanto di recente, ma oggi è già uno dei siti turistici più importanti della città.

Vedere Catania dalla cima della Cupola di San Nicolò l’Arena suscita forti emozioni, con il mare che si mescola al blu del cielo in lontananza e i tetti delle case così vicini da sembrare stretti in un abbraccio.

Cupola della Chiesa di San Nicolò l’Arena: orari e prezzi

Panorama dalla Chiesa di San Nicolò l’Arena

7. Chiesa di Sant’Agata la Vetere

Tra i luoghi legati al culto di Sant’Agata, patrona di Catania, questa chiesa merita decisamente una visita, non tanto per la ricchezza degli interni, quanto per la storia che custodisce. 

Sant’Agata la Vetere fu la prima cattedrale della città, più volte distrutta e ricostruita a causa di terremoti ed eruzioni vulcaniche. Secondo la tradizione, sorge sul luogo nel quale la santa fu martirizzata e della quale si conserva qui il primitivo sarcofago di epoca romana.

Quanto alle reliquie, invece, sono custodite nel Duomo di Catania, all’interno del busto reliquiario di Sant’Agata (escludendo vari frammenti sparpagliati qua e là a beneficio dei fedeli). 

Una delle particolarità della chiesa – che abbiamo scoperto in occasione delle Giornate FAI – sono i due colatoi seicenteschi. Si tratta di cripte destinate ad accogliere i corpi dei defunti per favoririrne la decomposizione o la mummificazione naturale prima della sepoltura. Sai quando dici “quanto mi sarebbe piaciuto vedere com’era questo posto tre secoli fa?”. Ecco, in questo caso ci basta così. 

Sant'Agata a Catania

8. Cupola della Badia di Sant’Agata

Tra le cose da vedere a Catania in un giorno, inseriamo a pieno titolo il tramonto mozzafiato che si può ammirare dalla cupola della Badia di Sant’Agata.

Si sale una rampa di scale a chiocciola strette e buie, poi si arriva al primo terrazzo, da cui la vista è già meravigliosa. Ma è dopo l’ultimo tratto, ancora più stretto e percorribile in un senso alla volta, che si arriva veramente in cima.

Qui non si fa nemmeno in tempo a riprendere fiato che la vista spettacolare di Catania dall’alto lascia senza parole. A 40 metri di altezza la città si colora delle mille sfumature diverse del crepuscolo, dal rosa pallido al blu profondo della notte che si avvicina.

Cupola della Badia di Sant’Agata
Cupola della Badia di Sant’Agata

Verso nord svetta rassicurante “A Muntagna”, l’Etna, che assume i colori cangianti del tramonto. Per noi è un momento così perfetto che è impossibile non percepire il cuore battere forte nel petto.

Cupola della Badia di Sant’Agata: orari e prezzi

  • Aperta dal martedì alla domenica, orari aggiornati qui
  • Biglietti per l’accesso alla cupola 5 euro

Cupola della Badia di Sant’Agata
Cupola della Badia di Sant’Agata

9. Via dei Crociferi

Via dei Crociferi è una delle arterie principali di Catania, una tappa obbligata durante la visita della città. La via parte da Piazza San Francesco d’Assisi, proprio dopo essere passati sotto l’arco di San Benedetto. Tutta la via è una splendida espressione di architettura barocca. Da entrambi i lati della strada sorgono sia chiese che monasteri, mentre le abitazioni civili sono molto scarse.

Tra le chiese degne di nota ricordiamo la chiesa di San Benedetto, la chiesa di San Francesco Borgia, la chiesa di San Giuliano e il collegio dei Gesuiti. In fondo alla via, infine, troviamo anche l’elegante Villa Cerami, oggi sede della facoltà di Giurisprudenza.

Centro storico di Catania
Centro storico di Catania

10. Via Etnea e Piazza Stesicoro

Via Etnea, come suggerito dal suo stesso nome, è la via principale di Catania. Percorre il centro storico da sud a nord, sviluppandosi da Piazza del Duomo al Tondo Gioeni.

La storia della strada più famosa della città non è così antica come si può pensare. Via Etnea, infatti, sorse soltanto in seguito al terribile terremoto del 1693.

Il Duomo di Catania, essendo uno dei pochissimi edifici non totalmente distrutti dal sisma, fu considerato come il punto di partenza per la ricostruzione delle strade della città a opera del Duca di Camastra.

Fu così che nacque una strada che dal Duomo si allungava verso l’Etna, all’apparenza così vicino da pensare di poterlo toccare con un dito.

Centro storico di Catania
Centro storico di Catania

Catania, cosa mangiare e dove

Vicolo che vai, street food che trovi: Catania è il trionfo del cibo da strada in ogni sua forma. La giornata non può iniziare senza la tradizionale colazione a base di granita e brioche col tuppo: un’esperienza paradisiaca che abbiamo fatto per la prima volta al Caffè del Duomo

Tra le specialità da non perdere a Catania ci sono ovviamente gli arancini, tradizionali nella versione al ragù, sfiziosi in quella pistacchio: entrambi provati alla Pasticceria Savia, una vera istituzione. Da gustare qui anche le cipolline, rustici ripieni di cipolle, prosciutto cotto e formaggio. 

Granita e brioche a Catania
Arancino da Savia

Per il dolce puoi spostarti nella pasticceria a fianco, Spinella, dove assaggiare cannoli e ricci, dolcetti tondi con impasto al cioccolato, rum e ciliegia candita. 

Ma Catania è celebre per la carne di cavallo, preparata in svariati modi, dalle braciole alle polpette. In via Plebiscito si griglia a cielo aperto, stordendo con i fumi dell’arrosto anche chi non ne assaggerebbe mai un boccone. Un ottimo indirizzo per la carne di cavallo è il ristorante Il borgo di Federico, testato dagli amici che viaggiavano con noi. 

Via Plebiscito Catania

Catania, come arrivare in centro dall’aeroporto

L’aeroporto di Catania dista dal centro città meno di 10 km. Per raggiungerlo si può prendere lo shuttle bus Alibus, ogni 25 minuti circa, al prezzo di 4 euro. Maggiori informazioni qui.

In alternativa puoi optare per il treno: la stazione di Fontanarossa dista 600 metri dall’aeroporto ed è collegata con navette gratuite, partenza ogni 10 minuti.  

Data la frequenza e il basso costo dei voli che la collegano al resto della penisola, Catania è un’ottima città da visitare anche con poco tempo a disposizione, nel nostro caso meno di 24 ore! Questo ovviamente non permette di farsi un’idea esaustiva, ma può essere un primo assaggio per un piacevole weekend alternativo. 

Centro storico di Catania


Siamo giunti al termine dei nostri consigli. Hai già visitato Catania e hai altri posti da consigliarci? Oppure hai ancora qualche curiosità? Lascia un commento!

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