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Cosa mangiare in Valtellina: prodotti tipici e dove trovarli

Cosa mangiare in Valtellina

Ogni tanto il mio stomaco brontola. Capita a tutti, ma a me brontola particolarmente se penso a tutte le cose buone che ho assaggiato in Valtellina. Voi ci siete mai stati? Avete mai fatto indigestione di pizzoccheri? Avete mai visto torrenti di bresaola scorrere davanti ai vostri occhi? Se la risposta è sì, probabilmente sapete di cosa sto parlando. Se la risposta è no… questo è il momento per scoprirlo.

Cosa mangiare di tipico in Valtellina

Qualche anticipazione sui piatti incontrati durante il nostro tour in Valtellina con inLombardia365 ve l’avevamo già data. Qui approfondirò il discorso, portandovi a scoprire una piccola zona della Lombardia con una ricca tradizione gastronomica. Nella stessa Valtellina il nome di un piatto può significare due cose diverse. È il caso dei pizzoccheri, di cui vi parlerò tra poco. Ecco una lista dettagliata su cosa mangiare in Vatellina!

Prodotti tipici della Valtellina

1. Pizzoccheri

I pizzoccheri sono un tipo di tagliatelle che si ricavano da un impasto di farina di frumento e farina di grano saraceno. È quest’ultima a dare loro il colore grigiastro che li contraddistingue. Vengono conditi con verza, formaggio casera, patate a pezzi, burro, aglio e salvia. Io non li avevo mai assaggiati prima, e devo ammettere che mi hanno conquistato. Un piatto di pizzoccheri vale tranquillamente come pasto completo! Li abbiamo provati a Bormio, al ristorante dell’Hotel Cristallo.

Pizzoccheri

2. Sciatt

In dialetto valtellinese “Sciatt” significa rospo. Ma tranquilli, non vi stiamo consigliando di mangiare anfibi. Non ancora, almeno. Gli sciatt infatti sono delle piccole e croccanti frittelle ripiene di formaggio fuso, spesso servite su un letto di cicoria. Una volta erano un piatto caratteristico di Teglio, mentre ora sono considerati tipici dell’intera vallata. Noi purtroppo non siamo riusciti a provarli… un motivo in più per tornare in Valtellina al più presto!

3. Pizzoccheri (o gnocchetti) di Chiavenna

Per alcune zone della Valtellina, i pizzoccheri rappresentano un piatto molto diverso. Sto parlando degli gnocchetti di Chiavenna, che io apprezzo ancora di più! Sono preparati con farina di frumento e pane secco ammollato nel latte. Credetemi, si sciolgono in bocca. Sono accompagnati da patate e cosparsi di formaggio. Formaggio, capite? Io che meno di un anno fa neanche mi ci avvicinavo, al formaggio. Ne abbiamo mangiati di buonissimi all’Osteria Amalia di Madesimo.

Gnocchetti di Chiavenna

4. Bresaola

Una cosa che non manca mai in Valtellina è la Bresaola. Scorre a fiumi, ma proprio a fiumi. Non esiste antipasto senza Bresaola. Anzi, mi spingerò oltre: non esiste pasto senza Bresaola! È l’anello di congiunzione tra il palato e la felicità, l’elemento cardine per una vita serena in montagna. E il bello della Valtellina è che la Bresaola ha la particolare qualità di sciogliersi in bocca. Questo va a minare le fondamenta di un’ipotetica dieta, dato che ne mangerete a tonnellate.

5. Taroz

Abbiamo incontrato i Taroz in un momento veramente difficile. Uscivamo un po’ provati da antipasti di salumi e formaggi e ben quattro primi diversi. Però un assaggino non ce lo siamo lasciati scappare! I Taroz sono un piatto tipico valtellinese composto da purè di patate, fagioli e fagiolini conditi con burro e formaggio locale. Li abbiamo provati all’Alpe Palù, presso la Malga Rundai.

6. Primi piatti fatti in casa

Alla già citata Malga Rundai abbiamo assaggiato anche dei prelibati primi piatti, uno più buono dell’altro. Due tipi di tortelli, uno dei quali con l’impasto al grano saraceno, un piatto di tagliolini speck e funghi e per finire degli gnocchetti alle erbette. I piatti della Malga Rundai sono tutti fatti in casa, e spesso cambiano di stagione in stagione. Raramente ho mangiato primi così buoni in montagna… di solito ci si concentra di più sui secondi.

Valtellina, cosa mangiare

7. Polenta taragna

Questo tipo di polenta deve il suo nome al tarél, il bastone di legno utilizzato per rimescolare la polenta nei paioli di rame durante la sua preparazione. Neanche a farlo apposta, l’ingrediente principale della polenta taragna è il formaggio. La ricetta originale necessiterebbe del Formai de Mut dell’Alta Valle Brembana, del Bitto DOP oppure del Bitto storico.

Il colore particolare di questa polenta è dato dalla farina di grano saraceno, ma dentro si trova anche quella di granoturco. Noi abbiamo gustato dell’ottima polenta taragna quasi ovunque, durante il tour. Per esempio all’Holtel Cristallo, accompagnata da un morbido brasato.

Polenta con brasato


Mangiare all’Hotel Tremoggia: The Cellar

A Chiesa in Valmalenco abbiamo cenato in un posto speciale: la cantina privata (e prenotabile) dell’Hotel Tremoggia. Non è stata una cena rustica unicamente a base di prodotti tipici, ma del resto non ci trovavamo in rifugio. In The Cellar abbiamo iniziato con bresaola (chi l’avrebbe mai detto?), cavolo marinato ai frutti rossi e delle leggerissime ma gustose frittelle di grano saraceno… un antipasto da leccarsi i baffi!

Bresaola

Poi abbiamo proseguito con un risotto allo zafferano e guancia di bue brasata alla birra valtellinese. Lo so, lo so. Non esiste melodia più dolce di queste parole. Poteva mancare il dolce? Naturalmente no, quindi eccoci a deliziare il palato con un tortino cremoso alle mele di ponte, accompagnato da un dolce mou mantecato alla cannella.

Risotto

The Cellar è il posto perfetto se si vuole provare una cena valtellinese un po’ più elegante e ricercata. Perché la Valtellina sa accontentare tutti, dalle famiglie alle coppie che festeggiano il proprio anniversario. Per maggiori info sull’hotel e su come prenotare la cantina, vi rimando al sito ufficiale. Dopo questa lista di bontà culinarie sono sicuro che alla parola Lombardia non mancheranno di venirvi in mente i piatti tipici valtellinesi!


E voi, conoscete altri piatti tipici valtellinesi? Avete provato qualcosa di questa lista?
Pensate che questi piatti possano piacervi?
Fatecelo sapere con un commento!

14 Comments

  • Reply
    Silvia - The Food Traveler
    marzo 31, 2017 at 7:04 pm

    Io ho la fortuna di avere un papà che cucina benissimo e che adora i piatti della Valtellina: così almeno una volta al mese quando vado dai miei mangio i pizzoccheri. Sono buoni da morire, anche se immagino che sul posto abbiano qualcosa in più. E che dire della bresaola? Fame 😉

    • Reply
      Marco Tamborrino
      aprile 1, 2017 at 7:07 pm

      Anche io ho un papà che cucina benissimo, ma che non tocca il formaggio. Quindi i piatti della Valtellina si sentono un po’ esclusi dalla mia cucina. E vabbè, i pizzoccheri sono una cosa assurda. Da morire. Gnaaaam. Bresola? Arrivo.

      Ciao Silvia 🙂 Buona domenica!

  • Reply
    L'OrsaNelCarro Travel Blog
    marzo 31, 2017 at 7:31 pm

    Marco come si vede che non sei una donna e che non sei a dieta haahhaa 😀 Devo smentire il punto4: la bresaola non mina affatto le fondamenta della dieta (leggi fame) anzi è la migliore amica delle donne perennemente in lotta con il peso. La bresaola è magra, è priva di grassi, è buona e si può mangiare “a fiumi” come dici tu!
    Grazie comunque per questo calo glicemico che mi hai procurato eh 😉
    Pizzoccheri for president!

    • Reply
      Marco Tamborrino
      aprile 1, 2017 at 7:12 pm

      Ora che mi ci fai pensare è vero! La bresaola non è un cibo pesante… solo che la associo a tutto il resto che ci davano, che è stato veramente troppo per il mio stomanco.

      Buona domenica, Orsa 🙂

  • Reply
    Pietrolley
    aprile 1, 2017 at 2:16 pm

    Non mi capita spesso di mangiare i pizzoccheri, comunque quando succede è una delizia per il palato. Sai che credevo fossero trentini? Giovedì ero a Bergamo e tutti i ristoranti li proponevano nel menu, allora mi sono informato meglio 😛

    • Reply
      Marco Tamborrino
      aprile 1, 2017 at 7:16 pm

      Trentini i pizzoccheri? Eresiaaaa 😀
      Sono valtellinesi doc!

      Ciao Pietro, buona domenica 🙂

  • Reply
    Blueberry Stories
    aprile 1, 2017 at 3:46 pm

    Ma che belli – e che buoni – questi viaggi gourmet. Adoro i pizzoccheri, anche se devo ammettere che quando provo a farli non vengono mai come gli originali. In questo momento, però, vorrei il tortino cremoso alle mele al volo…e poi una camminata all’aria aperta!

    • Reply
      Marco Tamborrino
      aprile 1, 2017 at 7:22 pm

      Io non ho mai provato a farli, Ilenia! Anche perché mi sa che in famiglia non li mangerebbe nessuno 🙁
      Ti assicuro che quel tortino era la degna conclusione di una cena eccelsa.

      Grazie per essere passata, e buon weeekend! 🙂

      • Reply
        Blueberry Stories
        aprile 4, 2017 at 11:03 am

        Ehm, in realtà compro la pasta (non mi azzarderei mai a farla!) e cerco di assemblarli secondo ricetta… con scarsi risultati. E sì che mi piace cucinare! Ma esistono i ristoranti per questo, no?! 😉 Buona settimana!

        • Reply
          Marco Tamborrino
          aprile 6, 2017 at 5:17 pm

          Ahah sono d’accordo! Anche io mi sento imbranato a fare la pasta a mano, quindi la compro… l’importante è realizzare bene il piatto nella sua totalità 🙂

  • Reply
    Michela
    aprile 3, 2017 at 10:58 am

    La bresaola hai detto bene, è immancabile ad ogni pasto, colazione compresa 😛
    E comunque: proteine! Perfetta per farsi i muscoli sulla neve o camminando nella splendida natura valtellinese! (magari però evitiamo la Fat Bike…..)

    • Reply
      Marco Tamborrino
      aprile 8, 2017 at 12:20 pm

      Colazione compresa! Dici proprio bene… io dell’Hotel Tremoggia rimpiango tutte quelle torte e marmellate (che ero troppo pieno per assaggiare), e tu hai magnato la bresaola! Non si fa 😀

  • Reply
    inworldshoes
    aprile 6, 2017 at 5:37 pm

    Mio dio ragazzi che fame mi avete fatto venire!?!?
    Non saprei scegliere fra tutta questa roba…ma poi perché scegliere?!
    Gnam, prossima volta vado anche io in Valtellina!

    • Reply
      Marco Tamborrino
      aprile 8, 2017 at 12:20 pm

      Non puoi capire, Lu, abbiamo mangiato come bisonti. Se ci ripensiamo stiamo male 😀

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