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Insegnare italiano all’estero: la mia esperienza

insegnare italiano all'estero

Insegnare italiano all’estero è il sogno di molti laureati in materie umanistiche. Sono diversi i modi per arrivare a concretizzare questa aspirazione. Qui racconto la mia esperienza come insegnante di italiano per stranieri in Irlanda con il bando MIUR, più alcuni consigli per chi vuole provarci.

Come si diventa insegnanti di italiano all’estero?

Faccio questo lavoro da ormai qualche mese e, sorprendentente, è il lavoro per cui ho studiato! Nel 2016 mi sono laureata in Lingua e cultura italiane per stranieri all’Università di Bologna, con una tesi in didattica dell’italiano.

Questo per arrivare al punto numero uno: insegnanti non ci si improvvisa. Non basta masticare un po’ di inglese ed essere di madrelingua italiana per insegnare italiano all’estero, ma occorre – o almeno sarebbe auspicabile – una formazione specifica in glottodidattica. Altrimenti mandiamo a friggere decenni di ricerca, e non mi sembra giusto.

Insegnare italiano all’estero: il bando MIUR

Disclaimer: questa parte dell’articolo è molto tecnica. Se sei interessato/a soltanto alla mia esperienza come assistente sei libero/a di saltarla!

Il modo più istituzionale per insegnare italiano all’estero è vincere uno dei posti messi a disposizione dall’apposito bando MIUR. Sto parlando del concorso indetto ogni anno dal Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca per assistenti di lingua italiana all’estero.

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In genere, il bando viene pubblicato nei mesi di febbraio o marzo. Si può fare domanda attraverso una procedura online, dove vengono richiesti diversi documenti e autocertificazione del percorso universitario.

Gli specifici requisiti cambiano di anno di anno, ma ci sono alcune costanti, come:

  • cittadinanza italiana;
  • non avere più di 30 anni;
  • non aver riportato condanne penali;
  • essere in possesso della laurea magistrale;
  • almeno due esami nella lingua, letteratura o linguistica del paese prescelto;
  • almeno due esami di lingua, letteratura o linguistica italiana.

Al momento della presentazione della domanda è possibile inserire più esami di quelli esplicitamente richiesti. Il mio consiglio è di inserire tutti gli esami fatti in quei due ambiti, in particolare quelli con i voti più alti. La graduatoria, infatti, è stilata in modo puramente matematico, basandosi sul voto di laurea e su quelli dei singoli esami inseriti.

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In quali paesi si può insegnare con il bando MIUR?

La scelta dei paesi in cui applicare come assistenti di italiano con il bando MIUR è piuttosto limitata. Negli ultimi anni sono stati:

  • Austria (lingua tedesca)
  • Germania (lingua tedesca)
  • Francia (lingua francese)
  • Belgio (lingua francese)
  • Regno Unito (lingua inglese)
  • Irlanda (lingua inglese)
  • Spagna (lingua spagnola)

Nel bando 2017/2018 c’erano 186 posti per la Francia, mentre soltanto 5 per il Regno Unito e 6 per l’Irlanda. Va da sé che hai maggiori possibilità di vincere un posto per la Francia che per i paesi di lingua inglese, dove la concorrenza è davvero enorme.

Bando MIUR: la seconda fase

Circa un mese dopo il termine per la presentazione delle domande viene pubblicata una graduatoria provvisoria. A questo punto vengono richiesti dei documenti molto particolari… e qui solo i più determinati ce la fanno!

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Infatti, sono necessari una lettera di presentazione scritta da un docente della lingua o letteratura del paese per cui stai applicando, oltre a dei simpatici certificati penali (casellario giudiziale e carichi pendenti) da richiedere nella Procura competente per la tua residenza. I tempi sono davvero molto stretti, per cui dovrai correre da una parte all’altra per fare tutto.

Bando MIUR: l’assegnazione dell’incarico

Caricata la seconda tranche dei documenti, si aspetta. L’esito del concorso viene reso noto intorno a fine aprile/maggio. Non si viene informati via mail o telefono: per cui è necessario controllare il sito del Ministero un giorno sì e l’altro pure.

Ma non è finita qui. In un primo momento saprai soltanto se hai vinto un posto oppure no, ma non a quale città o scuola sei stato/a assegnato/a nel paese per cui hai fatto richiesta. Una volta ricevuto l’incarico ufficiale (stavolta via mail), puoi decidere se accettarlo oppure no.

In caso di accettazione, a seconda del paese e della scuola dove andrai c’è un’altra lunga trafila burocratica da seguire. Non aver paura di mandare mail a ripetizione ai contatti che ti saranno forniti: sono il tuo unico modo per venirne a capo e cominciare a lavorare come assistente di italiano. Forza e coraggio!

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Cominciare a lavorare come assistente di lingua

In linea di massima, l’incarico come assistente di lingua va dal 1 ottobre al 31 maggio, senza possibilità di proroga. Lo stipendio mensile si aggira intorno ai 920 euro, con leggere differenze in base al paese di assegnazione.

In alcuni casi, la scuola all’estero fornisce aiuto per l’alloggio e altri benefit (soprattutto in Francia). Non accade ovunque: per esempio noi assistenti in Irlanda non abbiamo ricevuto alcun supporto del genere.

Insegnare italiano all’estero: la mia esperienza in Irlanda

Quando ho presentato domanda per il bando MIUR, l’ho fatto un po’ a cuor leggero. Non pensavo di avere davvero qualche chance in un paese di lingua inglese. Poi, quando ho visto il mio nome nell’elenco dei vincitori, tutto è cambiato.

Di colpo mi si offriva la possibilità che avevo sempre rifiutato. All’Università ero stata restia a fare l’Erasmus: l’idea di trascorrere alcuni mesi all’estero da sola mi spaventava, non ho difficoltà ad ammetterlo. Ma stavolta era diverso. Sì, perché si trattava del lavoro per cui avevo studiato. Perché era l’Irlanda, un paese di cui due anni prima mi ero innamorata. Perché ero stanca della mia mancanza di coraggio.

Così ho deciso di fare questo passo. Un passo piccolo per alcuni, ma grande per me. E sono grata a Marco per aver avuto il fegato di accompagnarmi, di iniziare questa avventura insieme.

The Irish Diary: la rubrica sulla nostra vita a Dublino

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Quando ho ricevuto l’incarico, ho scoperto di essere stata assegnata a Dublino in due istituti superiori: Presentation Community College Terenure e Sancta Maria College. Lavoro 12 ore la settimana, ripartite a metà tra le scuole. Insegno prevalentemente a ragazze tra gli 11 e i 18 anni: il Sancta Maria, infatti, è un college solo femminile, mentre al Presentation questo è il primo anno per i ragazzi.

In Irlanda non esiste la distinzione tra scuole medie e superiori: dopo la primary school, infatti, c’è un unico ciclo di istruzione fino ai 17 o 18 anni, al termine del quale si fa un esame chiamato Leaving Certificate, il cui punteggio è determinante per l’ammissione all’Università.

Che differenza c’è tra assistente e insegnante?

Un assistente di italiano all’estero non è un insegnante, ma affianca in classe l’insegnante di italiano. Questo vuol dire che nel mio lavoro devo rapportarmi con i professori che affianco nelle due scuole: sono loro a fare il grosso del lavoro, conducendo le lezioni e organizzando il programma di apprendimento.

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Il ruolo dell’assistente è quello di un aiutante, per i professori così come per gli studenti. Il mio contributo è soprattutto orale: per gli alunni stranieri è importante sentir parlare italiano da un madrelingua, dal momento che molti insegnanti sono stranieri loro stessi. Inoltre, aiuto i professori nella preparazione dei materiali o nella correzione dei compiti.

Vantaggi e svantaggi di fare l’assistente

La posizione dell’assistente di lingua ha vantaggi e svantaggi. Per i primi mesi, a volte avrai la sensazione di essere un accessorio: non sei realmente necessario/a allo svolgimento della lezione, non sai bene dove metterti, non ricordi i nomi degli studenti…

D’altra parte, quella dell’assistente è una posizione di osservazione privilegiata. Se vuoi diventare insegnante, facendo l’assistente avrai la possibilità di osservare le lezioni dall’interno, confrontare e valutare metodologie didattiche, abituarti alla vita di classe. L’assistente, inoltre, stabilisce un rapporto più diretto, meno formale, con gli studenti. È il loro alleato contro esami e verifiche, non la persona che valuta, ma quella che motiva.

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Senza contare che, come assistente, ho moltissimo tempo libero da dedicare alle mie passioni e alla scoperta dell’Irlanda.

Lo rifarei? Senz’altro. Nonostante a volte le difficoltà sembrino insormontabili, specialmente nel confronto con la burocrazia in Italia e all’arrivo, fare l’assistente di lingua è un’esperienza che arricchisce e fa maturare. Essere tra le studentesse mi fa sentire fresca, mi svecchia i pensieri e si esce quasi sempre dalla scuola col sorriso. Non posso dire altrettanto di altri lavori che ho fatto!


Hai altre curiosità su questo lavoro? Anche tu vorresti insegnare italiano all’estero? Hai dubbi o domande sul bando MIUR? Lascia un commento qui sotto e ti risponderò al più presto. 

8 Comments

  • Reply
    Pietrolley
    dicembre 14, 2017 at 10:38 pm

    Ciao Chiaretta!
    Invece sai che a me l’erasmus gasava tantissimo quando facevo l’uni? Ancora non avevo la fissa dei viaggi, ma il fatto di spostarmi in un paese nuovo e vivere in maniera differente mi incuriosiva non poco. Ho fatto la richiesta per Malaga, ma poi ho abbandonato.. sia Malaga che l’università!
    Comunque è bello leggere di qualcuno che lavora nel campo per cui ha studiato, ti auguro che la tua esperienza non si limiti solo all’Irlanda, ma che tu possa proseguire il tuo percorso a lungo.
    Un bacio, Pietro

  • Reply
    Eleonora
    febbraio 4, 2018 at 4:25 pm

    Ciao! Vorrei tantissimo fare quest’esperienza. Sono indecisa fra Irlanda e Inghilterra (premetto che l’Irlanda mi ha sempre affascinato moltissimo) ma temo che ci sia troppa poca richiesta. Tu cosa mi consiglieresti? Inoltre volevo sapere la famosa lettera di presentazione da parte del professore e la certificazione linguistica sono obbligatorie? Grazie

    • Reply
      Chiara Pagliochini
      febbraio 4, 2018 at 7:13 pm

      Ciao Eleonora! Di solito per il Regno Unito c’è più richiesta (non è solo Inghilterra, anzi spesso Scozia o Galles), la differenza tra Regno Unito e Irlanda è di pochi posti: quest’anno erano 11 per Regno unito e 6 per l’Irlanda. In ogni caso rispetto agli altri paesi la concorrenza è molto più alta, devi avere il massimo dei voti per piazzarti alta in graduatoria. Credo che quest’anno siano cambiati alcuni requisiti, per esempio negli anni passati non valutavano master o certificazioni. Mi pare di capire che sia master sia certificazione siano opzionali, ma ti permettono di avere un punteggio più alto. Per qualsiasi dubbio ti consiglio di scrivere alla mail indicata nel bando, perché rispondono sempre. La lettera di presentazione è obbligatoria pena l’esclusione dalla selezione 🙂

      • Reply
        Eleonora
        febbraio 7, 2018 at 10:20 pm

        Perciò se io scrivo i miei livelli di lingua poi sono obbligata ad inserire anche la certificazione suppongo. Aiuto, io ci spero davvero tanto. Grazie mille gentilissima!

  • Reply
    Elena
    febbraio 6, 2018 at 5:12 pm

    Ciao Chiara, vorrei farti una domanda, se non sono indiscreta: quanto pagavi mensilmente di affitto e come hai trovato un alloggio? Anche io sono indecisa tra Regno Unito e Irlanda, sceglierei la seconda unicamente perché ho già studiato sei mesi in Inghilterra, ma consultando alcuni siti di affitti, i prezzi in Irlanda mi sembrano un po’ più elevati rispetto al Regno Unito, se si esclude Londra. Grazie in anticipo 🙂

    • Reply
      Chiara Pagliochini
      febbraio 6, 2018 at 5:34 pm

      Ciao Elena, sono ancora in Irlanda in questo momento. Tutti gli assistenti che conosco (ti parlo di Dublino) pagano sui 500 euro o qualcosa in più per una stanza singola. Di più economico non si trova niente, anzi. Ho trovato dopo un mese e mezzo che cercavo su un gruppo Facebook. Dall’Italia è impossibile cercare perché Dublino è in crisi di affitti, perciò bisogna considerare un alloggio temporaneo per un paio di settimane almeno. In Irlanda al momento siamo in 6: tre in scuole a Dublino e dintorni, uno ad Athy, uno a Limerick e un’altra ad Ashbourne. Per altre info sulla vita qui ti rimando a questo post: https://www.viaggiascrittori.com/vivere-e-lavorare-in-irlanda/

  • Reply
    ARan
    febbraio 26, 2018 at 6:18 pm

    Ciao! Volevo fare una domanda di ampio respiro: quali sono le prospettive di un assistente di lingua italiana all’estero? E’ un modo per fare esperienza in vista dei concorsi docenti in Italia? Un modo per inserirsi nel Paese in cui vai a lavorare? Di solito, in base agli storici, vi sono assunzioni negli istituti che ospitano gli assistenti di lingua, dopo il periodo di lavoro degli otto mesi? Ci sono altri sbocchi a cui non ho pensato?
    Grazie mille 😀

  • Reply
    Matteo
    agosto 11, 2018 at 6:28 pm

    Ciao! Questo articolo fa proprio al caso mio. Mi piacerebbe diventare insegnante di lingua italiana per stranieri. Sento di essere portato per l’insegnamento dal momento che ho molta pazienza e mi piace interagire con persone straniere. Ho tanti amici stranieri a cui già insegno l’italiano per passatempo e sogno di vivere all’estero. L’idea di poter trasformare questa mia passione in lavoro mi alletta parecchio. Ho 20 anni e attualmente vivo a Bologna. Da quanto ho letto in rete, frequentare l’apposito corso universitario a Siena sembra la scelta migliore per poter svolgere questo tipo di professione. Non sapevo che Bologna offrisse corsi simili, ho sempre e solo sentito parlare di Venezia, Siena e Perugia. Cosa hai studiato per poter accedere a quel corso magistrale? Grazie.

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