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Un salto oltre confine: Liguria, Nizza e Monte Carlo

Arma di Taggia

Indovinello: cosa fanno 2 viaggiascrittori quando sono appena tornati da una vacanza? Partono per un’altra vacanza! Meta più attesa: Nizza!

Due giorni dopo il rientro dall’Irlanda, per non starcene con le mani in mano, abbiamo deciso di raggiungere la famiglia di Marco ad Arma di Taggia, località marittima della Liguria, vicina al confine con la Francia. In questo articolo vi parlerò del nostro breve soggiorno ligure e dell’escursione di mezza giornata a Nizza e Monte Carlo.

In una fresca mattina di metà agosto (il 20) Marco si mette alla guida della sua auto, con me medesima al suo fianco, nelle vesti di addetta alla gestione dell’impianto stereo. Tra un CD dei Sigur Ros e uno di Regina Spektor maciniamo km di autostrada e in circa 3 ore raggiungiamo la nostra destinazione. Splende il sole su Arma di Taggia e, depositate le nostre cose nell’appartamento del residence dove alloggiamo, scendiamo subito in spiaggia. Dopo il gelido contatto con le acque irlandesi, il mar ligure riserva un’accoglienza decisamente più calorosa.

Arma di Taggia

La vista dalla terrazza dell’appartamento

Qui faccio una scoperta sensazionale e decisamente imbarazzante: Marco non sa nuotare! Nonostante le insistenze mie e della sorella Gaia, non riusciamo a trascinarlo in acque più alte del suo collo. Shame on him. Alla sera, tuttavia, si esibisce in quello che gli riesce meglio: fotografare il mare all’imbrunire col suo cavalletto.

Arma di Taggia

Dopo cena, facciamo un salto alla pensione dove alloggia la nonna di Marco e le raccontiamo un po’ della nostra vacanza in Irlanda. Poi un giro sul lungomare, tra bancarelle di bigiotteria e prodotti tipici, e via a nanna. Al mattino ci aspetta un singolare tour de force: il padre di Marco si è offerto di accompagnarci in macchina oltre il confine italo-francese, a fare un giro tra Nizza e Montecarlo. Ci procuriamo un soddisfacente pranzo al sacco a base di focacce liguri e partiamo.

Nizza è talmente vicina che quasi non ci accorgiamo di raggiungerla: un attimo prima i cartelli sono in italiano… e l’attimo dopo in francese.

Individuare il centro storico, tuttavia, ci costa più di una strada sbagliata. Finalmente troviamo un parcheggio e mettiamo piede su suolo gallico. Percorriamo la Promenade du Paillon, una passeggiata-giardino ricca di fontanelle, lungo Avenue Félix Faure. La temperatura è rovente e cerchiamo refrigerio a ogni costo.

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Il padre e la sorella di Marco, ivi immortalati

Nizza

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Un bell’edificio lungo l’Avenue

La Promenade termina in Place Masséna, dove si trova la Fontaine du Soleil. Qui Marco, manco a dirlo, scatta foto.

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Io e la Gaiotta

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Io e il mio viaggiascrittore preferito

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Da qui imbocchiamo Rue de l’Opéra e scendiamo verso il lungomare. La passeggiata che dà sulla spiaggia, dove i bagnanti si rilassano al sole e praticano sport acquatici, è calda come un girone infernale. Il tempo di qualche scatto e ci allontaniamo:

Nizza

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Cerchiamo riparo dal caldo nei vicoli ombreggiati. Caso vuole che ci troviamo naso a naso con lo stupendo Marché aux Fleurs, il mercato di fiori, saponi e prodotti tipici. Il sole risveglia colori, odori… e la smania fotografica del mio compagno.

Nizza

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A una bancarella acquistiamo degli ottimi bignè ripieni di mele, da accompagnare alle focacce nel rito del pranzo. Ci fermiamo brevemente a rifocillarci, prima di addentrarci nella parte più incantevole di Nizza: la Vielle Ville, la città vecchia. Un labirinto di stradine, vicoli, botteghe, ristoranti, storditi dal profumo di tante pietanze diverse e delle saponette colorate.

Nizza

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Una volta che si è qui, vale la pena mettere in moto le gambe e salire verso la Collina del castello: un parco che sovrasta la città e da cui si gode di un suggestivo panorama della baia. La passeggiata include scalini, alberi, un cimitero ebraico, una cascata artificiale… ma non un castello! Ebbene, non siamo riusciti a capire perché, ma di quello resta solo l’idea.

Il cimitero ebraico, Nizza

Il cimitero ebraico

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Vista della città vecchia

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Ho una certa aria solenne…

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2 cose tenere

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La cascata artificiale. Realizzata da non so chi, non so quando

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La baia di Nizza

Con questa temperatura, la passeggiata ci prova un po’. E le facce di alcuni di noi possono testimoniarlo:

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È tempo di ridiscendere verso la città vecchia, recuperare l’auto e rimetterci in viaggio. Nel pomeriggio, infatti, pensavamo di fare una sosta a Monte Carlo, cuore del Principato di Monaco, per perdere il nostro denaro e le nostre anime al Casinò. O forse no. Confesso che Monte Carlo è stato per me una delusione: mi aspettavo qualcosa di più raffinato, suntuoso… La ricchezza c’è: come negarlo a fronte della profusione di Porsche e Ferrari, sfacciatamente parcheggiate all’ingresso del Casinò? Tuttavia manca secondo me il lato attraente della ricchezza: l’eleganza. Un condominio lussuoso resta, nella mia modesta opinione, un condominio e non sostituirà mai quello che ai miei occhi può rappresentare un palazzo nobiliare, magari con un’architettura di fine Ottocento. La piazza del Casinò, tuttavia, è architettonicamente notevole. Anche qui, come al mercato dei fiori, si respira un profumo peculiare: quello della grana.

Casinò di Montecarlo

Al Casinò non ci fanno entrare: non siamo vestiti in modo appropriato e 2 di noi non sono ancora maggiorenni. La temperatura è sempre torrida, abbiamo miraggi di Mattia Pascal vaganti per la piazzetta… Dopo una sosta davanti a una famosa curva del Gran Premio di Formula 1, decidiamo saggiamente di tornare in Italia. Au revoir, France! Au revoir, Monaco!

Rientrati a casa, c’è ancora tempo per un bagnetto e una rifocillante cena in un ristorante di Arma di Taggia, il Vento Largo: ci servono ottimi piatti di pesce e una deliziosa crostata di frutta.

Possiamo ritenerci soddisfatti: mare, buon cibo, nuovi posti, piacevole compagnia, suggestioni. Insomma, i migliori elementi per un viaggiascrittore, anche se solo per un weekend. Però insieme.

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