Firenze Gita di 1 giorno Italia Toscana

Una giornata fiorentina (senza bistecca)

Santa Maria Novella a Firenze

Tutto è cominciato una settimana prima, quando finalmente mi sono deciso a spulciare il sito di Megabus per sapere qualcosa di più su questa nuova compagnia low-cost di pullman. Cinque minuti dopo stavo già telefonando a Chiara per chiederle:

Sabato andiamo a Firenze?

Risposta: Ok.

E così è stato. Ringraziamo appunto Megabus per averci regalato questa gita non programmata a soli 8 euro a testa, andata e ritorno. Ora però la smetto di nominare la compagnia, che sennò mi accusano di fare pubblicità neanche troppo occulta.

Veniamo al punto. Sabato mattina, sveglia alle 6.30 (alle 5 un breve momento di insonnia mi ha permesso di vedere l’alba a Bologna per la prima volta, sporgendomi un po’ dalla finestra, un buon auspicio per la giornata), colazione veloce e poi via, diretti all’autostazione con uno zaino e una borsa. Il pullman è in ritardo, ma vabbè, è presto, pazienza.

Finalmente, con una trentina di minuti di ritardo, arriva. Neanche il tempo di salire e il sonno si è già impossessato di noi, alla faccia delle energie per affrontare una giornata di caldo torrido fiorentino! Ci risvegliamo più o meno a destinazione, poi optiamo per un caffè tattico in stazione, con Chiara che mi insulta perché ordino due espressi e non un espresso e un ginseng, come voleva lei. Capita, mi sono appena svegliato e sono scusato (più o meno).

Dopo un centinaio di metri ecco che siamo già immersi nelle meraviglie storiche fiorentine. Pronti, partenza, via! La Basilica di Santa Maria Novella, con la sua celebre facciata dalle linee dolci e ordinate, la piazza ancora semivuota e un caldo già difficilmente sopportabile..

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È il mio momento: inizio a scattare foto come un forsennato e non capisco più nulla. Mi diverto proprio. Girati, fatti fare una foto con quegli occhiali da sole, sembri proprio badass, dico a Chiara. E lei lo fa, regalandomi un gesto inequivocabile:

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A questo punto decidiamo di non visitare l’interno della Basilica: 5 euro e nessuna riduzione per studenti ci sembrano troppi, preferiamo tenere le nostre finanze per altre cose, tipo gli Uffizi.

Proseguiamo quindi fino al Duomo, con tutta l’intenzione di entrare e godere sia della bellezza del luogo che di un po’ di frescura (più la seconda che la prima). Notiamo anche il Battistero, che però è tutto incartato. Ma soprattutto facciamo caso alla breve coda che si snoda tutta attorno alla chiesa. Una cosa che lancia un solo messaggio: voi col cazzo che ci entrate, qui. Riusciamo comunque a godere della bellezza di questo monumento almeno da fuori.

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Facendo il giro del Duomo notiamo un’altra coda, quella per il campanile, non altrettanto lunga ma completamente sotto il sole delle 11 di mattina. Ci ripromettiamo di tornarci dopo, ma non sappiamo che la giornata non sarà sufficientemente lunga. Proseguiamo verso Piazza della Signoria, e finalmente riusciamo a visitare qualcosa… il negozio della Disney, dove poso per questo sexy-scatto che rimarrà negli annali:

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Torniamo seri. Prima stavo parlando di Palazzo Vecchio (la Disney era solo una digressione che, sono certo, mi perdonerete) che io avevo già visitato qualche anno addietro e di cui conservavo un ottimo ricordo. Prima di lanciarci verso la biglietteria, però, qualche foto di rito alla Loggia dei Lanzi e al cortile d’ingresso del Palazzo:

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“Fa’ la foto al culo di Perseo!” (Chiara)

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Poi veloci alla biglietteria, e quindi lanciati (si fa per dire) su per le scale del Palazzo, fino all’enorme sala che al tempo di Firenze capitale ospitava il Parlamento del Regno d’Italia:

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Un enorme locale scintillante, silenzioso e talmente imponente da farti sentire piccolo (e povero). Quindi la consueta domanda: che cacchio ci facevano con ‘sto posto prima che lo adibissero a Parlamento? E poi quei sobri affreschi che tappezzano le pareti, quel soffitto altrettanto sobrio e carente di materiali preziosi… Una pacchia, insomma. No, sul serio. Una meraviglia come poche. Ed è tutto nostro, sìsì. Per modo di dire. Comunque è qui in Italia, non al Louvre. Proseguiamo per le bellissime sale affrescate e letteralmente traboccanti d’oro massiccio:

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Una volta finito il nostro tour nella fu dimora dei Medici, la fame inizia a farsi sentire. A dire il vero, più che la fame, è la stanchezza. Abbiamo gambe pigre e svelte nel lamentarsi, che ci volete fare. Ci viene la brillante idea di mangiare all’Antico Vinaio, un locale storico di Firenze che fa soprattutto street food. La sera prima avevamo dato un’occhiata a Tripadvisor e ci avevano colpito le quasi 6 mila recensioni eccellenti. La coda per mangiare la classica schiacciata fiorentina – farcita con ciò che ci pare – non dura più di 10 minuti. Io: solo porchetta; Chiara: prosciutto crudo, rucola e mozzarella. Panini buonissimi, ma forse esagerata la quantità degli ingredienti. Nessuno dei due riesce a terminare il pranzo, quindi ci facciamo incartare ciò che ne rimane con l’intenzione di sfruttarlo per la merenda.

Appesantiti dal cibo e accecati dall’ora di punta, ci mettiamo in coda per entrare agli Uffizi. Giustamente. Un’oretta, forse un po’ meno, e siamo dentro. Nessuno dei due ci è stato e l’emozione è a mille. Vedremo le opere che hanno segnato la nostra vita liceale! Che bello! E pensare che non ho mai aperto un libro di Storia dell’Arte in vita mia. Sono uno di quelli a cui, almeno per queste cose, sono sufficienti le immagini (vi vedo che vi burlate di me!).

La fama della Galleria è confermata dai nostri occhi spalancati:

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La nostra visita si snoda tra Madonne (no, nessun moccolo!) e immagini religiose, tanto che ce ne consideriamo saturi per qualche mese. Ma poi arrivano quelle soddisfazioni di cui parlavo prima, quelle opere che tutti noi abbiamo studiato fino alla nausea, senza però poterle ammirare da vicino, nonostante ci sia sempre da considerare che d’estate gli Uffizi sono invasi dai turisti, in particolare bande di giapponesi che si piazzano davanti all’opera in questione e non te la fanno manco sbirciare. Ma un po’ di pazienza e ci siamo, pure io riesco a scattare l’immancabile foto a La Primavera e a La nascita di Venere.

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E non dimentichiamoci di loro, i coniugi Federico da MontefeltroBattista Sforza!

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La Galleria ci regala ancora piccole chicche come questa:

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E scene deliranti (come specificato nella mia bio) che vedono la mia persona protagonista nell’intento di mimare la postura di qualche statuaria fanciulla:

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Proseguendo godiamo della vista di alcuni capolavori di Tiziano, Raffaello e Michelangelo, ma soprattutto dello Scudo con testa di Medusa, di Caravaggio:

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Ancora qualche quadro di artisti stranieri e poi fuori, la stanchezza a livelli incalcolabili e le gambe sul punto di cedere, ma sicuramente arricchiti culturalmente (che è una fatica, sapevatelo).

Un selfie obbligato per dimostrare la nostra spossatezza:

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Ultima tappa: Ponte Vecchio! Ma prima abbiamo bisogno di un gelato, ne va della nostra salute. Dopo una velocissima ricerca col cellulare, prendo in mano la situazione e conduco una stanchissima Chiara alla gelateria Carapina, famosa, secondo un articolo trovato online, per i suoi gusti freschi a base di frutta.

Questa piccola gelateria è situata in un vicolo decisamente grazioso, tanto che la stanchezza non mi ha impedito di fotografarlo (Carapina è quella che si vede in fondo sulla destra):

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La aspettative non deludono. Prendiamo entrambi mandorla e melone, e le parole non bastano per descriverne la bontà, soprattutto del melone. Un pochino ristorati ci dirigiamo al Ponte, che è proprio lì dietro. Siamo circondati da turisti e gioiellerie, ma riusciamo comunque a fare qualche foto:

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“Sono luminosa come la Madonna di Lourdes” (Chiara)

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Io sono uscito male, quindi ignoratemi.

La giornata finisce così, col sole in faccia e l’estrema necessità di una doccia. Ma la soddisfazione è tanta, considerando che siamo stati in terra fiorentina solo per una manciata di ore. Il ritorno a Piazzale Montelungo, dove ci aspettava il pullman che ci avrebbe riportati a Bologna, è faticoso, ma una volta a bordo possiamo finalmente lasciarci andare al sonno e all’aria condizionata. E cosa c’è di meglio dopo una giornata del genere?

Sabato 11 luglio

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