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Valsesia, escursione all’Alpe Bors e al rifugio Crespi Calderini

Escursione all'Alpe Bors, Valsesia

La Valsesia, conosciuta anche come la “valle più verde d’Italia”, si trova in Piemonte e si estende da Serravalle Sesia fino ai piedi del versante meridionale del Monte Rosa. In questo articolo ti parliamo dell’escursione che parte da Alagna Valsesia e arriva fino all’Alpe Bors, dove sorge il rifugio Crespi Calderini.

Alpe Bors: un’escursione ai piedi del Monte Rosa

Il punto di partenza per questa splendida escursione fatta con alcuni amici è l’ultimo comune della Valsesia, Alagna. È anche l’unico di tutta la provincia di Vercelli a confinare con la Svizzera, più precisamente con il comune di Zermatt.

Valsesia

Durante l’inverno Alagna è una meta prediletta da sciatori e amanti degli sport invernali. In estate si trasforma in una località montana molto apprezzata da escursionisti, alpinisti e famiglie in cerca di relax.

L’escursione di cui ti parliamo in questo articolo parte da Alagna, dal parcheggio a pagamento “Wold”. Ci porterà fino all’Alpe Bors, una conca verdeggiante a 1836 metri d’altezza attraversata da decine di ruscelli. Qui troviamo anche il rifugio Crespi-Calderini, piccolo ma molto accogliente.

Rifugio Crespi Calderini, Alpe Bors, Valsesia

Prima tappa: dal parcheggio Wold al Giardino Botanico Fum Bitz

Partiamo quindi da Alagna Valsesia e percorriamo i 3 km di strada carrabile fino alla cascata dell’Acqua Bianca, usufruendo del servizio navetta estivo che permette di risparmiare un po’ di strada a piedi. Il costo di un viaggio a/r in navetta è di 3 euro a testa.

Qui, a 1495 metri d’altezza, prendiamo il sentiero 206/207 che si inoltra subito nel bosco, con una pendenza iniziale abbastanza contenuta. Dopo pochi minuti si incontra un bivio: da una parte il sentiero prosegue diretto verso il Crespi Calderini, dall’altro devia in direzione del giardino botanico “Fum Bitz”.

Giardino Botanico, Alpe Fum Bitz, Valsesia

Costruito nel 2001, il Giardino Botanico è a soli 15 minuti di cammino dal piazzale dell’Acqua Bianca. Contiene soprattutto specie spontanee della Valsesia e dell’arco alpino. Consiglio questa deviazione perché allunga di pochissimo la strada e il giardino val bene una visita veloce.

Valsesia

Seconda tappa: Alpe Bors e Rifugio Crespi-Calderini

Superata l’Alpe Fum Bitz, ci rimettiamo in cammino verso l’Alpe Bors. Senza deviazione la salita non dura più di un’ora, anche se dipende sempre dalla velocità del proprio passo. È giugno e siamo nel pieno del disgelo: tutto il percorso viene da attraversato da suggestivi ruscelli e piccole cascate.

La pendenza dell’ultimo tratto della passeggiata è più impegnativa, ma l’escursione resta alla portata di tutti, anche dei più piccoli. In ogni caso il sentiero è ben tenuto e non presenta particolari difficoltà. Basta alzare gli occhi al cielo per sentirsi rassicurati dalla costante presenza del Monte Rosa.

Il panorama lungo il sentiero è probabilmente tra i più belli di tutto l’arco alpino: la grandiosità delle vette innevate, le cascate che si infrangono sulle rocce e scandiscono il ritmo della passeggiata, gli uccellini che saltano felici da un ramo all’altro degli abeti…

Conca del Bors, Valsesia

A un certo punto si incontra una staccionata in legno che costeggia una bellissima cascata: da qui dopo un paio di svolte ci si ritrova all’improvviso all’Alpe Bors, immersi nelle piccole baite in pietra.

L’ultima baita che si incontra è proprio il rifugio Crespi Calderini, che salta subito all’occhio per la sua balconata esterna con vista sulla Conca di Bors. Pranzare qui dev’essere un’emozione unica, noi però siamo muniti di panini, e ci sediamo alla luce del sole su uno dei tanti sassi che costellano la conca. Decido di leggere qualche pagina, approfittando della location in cui mi trovo.

Rifugio Crespi Calderini, Alpe Bors, Valsesia
Conca del Bors, Valsesia

Terza Tappa: ascesa all’Alpe Fun d’Ekko

Dalla Conca del Bors partono altre escursioni più o meno impegnative. Purtroppo abbiamo fatto tardi e non c’è molta scelta: alcuni compagni scelgono di proseguire per la Bocchetta delle Pisse, mentre io decido di salire in solitaria verso l’Alpe Fun d’Ekko, lungo una cresta che si inerpica verso il ghiacciaio del Monte Rosa.

Il percorso è abbastanza veloce e il dislivello di piccola entità: in una quarantina di minuti passo da 1836 metri di altezza ai 2070 del Fun d’Ekko. Okay, lo ammetto: in realtà impiego un po’ più di tempo, ma gli scenari assurdi che mi si parano davanti mi costringono a fermarmi di continuo per scattare foto.

Alpe Fun d'Ekko, Valsesia
Alpe Fun d'Ekko, Valsesia

Arrivato al bivacco dell’Alpe Fun d’Ekko mi sembra di poter toccare il massiccio del Rosa con un dito. La giornata è così limpida che si vede benissimo a occhio nudo la Capanna Margherita, il rifugio più alto d’Europa (4554 metri). Sono davanti a uno dei panorami più belli del continente, e all’idea di tornare giù mi scende una lacrimuccia.

Mi siedo un attimo a prendere fiato e lascio vagare lo sguardo sulle montagne che mi circondano: sembrano parlarmi, e devo ammettere che dopo un anno di lontananza sono mancate anche a me. Poi mi rimetto lo zaino in spalla e comincio la discesa.

Alpe Fun d'Ekko, Valsesia
Capanna Margherita, Monte Rosa


Il Monte Rosa è molto bello anche da Macugnaga, in Valle Anzasca. Lì ho fatto una splendida escursione al Passo del Monte Moro. Se invece cerchi altre escursioni suggestive in Piemonte, ti consiglio quella al Lago d’Avino o quella al Lago di Pojala.

Si chiude qui la mia ultima passeggiata in montagna. Conoscevi già la Valsesia? Hai altre escursioni da consigliarci in questa zona? Lasciaci un commento qui sotto!

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