Chi siamo

C’ERANO una volta due viaggiascrittori che vivevano in un loro mondo fantastico. Sognavano una vita di scrittura, di viaggi e d’amore, in cui vagabondare di paese in paese alla ricerca di ispirazione per i loro romanzi.

Amavano leggere, perché significava viaggiare attraverso le pagine dei libri, e trattavano i loro autori preferiti come vecchi amici.

CHIARA viveva in un borgo di trenta anime disperso nella campagna umbra. Da piccola il nome del suo paese – Torre Lorenzetta – le aveva fatto immaginare storie di re e principesse coraggiose.

Insieme alla sorella e ai loro pupazzi, fin dalla più tenera età visitava terre conosciute, armata solo di un atlante illustrato e di un invisibile tappeto volante. A sei anni ricevette in dono il primo gatto, Minù: molti mici hanno attraversato la sua vita per arrivare ai dodici di oggi.

A undici anni Chiara decise che sarebbe diventata una scrittrice. Ne impiegò sette per scrivere il suo primo romanzo, un peccato di gioventù che custodisce ancora gelosamente. Durante l’Università ne avrebbe conclusi altri due: crepitano in un cassetto come carboni sotto la cenere.

NOME: Chiara Pagliochini

ETÀ: 28 anni

AMA: le librerie, i gatti, i viaggi nel tempo, Jane Austen, i romanzi russi, i misteri alla Indiana Jones, la linguistica, i pinguini, Doctor Who, Audrey Hepburn, l’arte contemporanea, le torte.

ODIA: le discoteche, la matematica, il razzismo e ogni forma di discriminazione, gli imbarchi in aereo, i suoi capelli.

SEGNI PARTICOLARI: è in formato tascabile.

Chiara Pagliochini

MARCO invece viveva a Busto Arsizio, una città dal nome improbabile all’ombra di Milano. Leggeva di tutto e scriveva storie dove c’erano sempre bambini, forse perché si sentiva anche lui un eterno Peter Pan.

Nella sua vita imparò ad amare le passeggiate in montagna, la polenta e persino i formaggi. Si iscrisse all’Università perché amava le parole, ma poi finì a lavorare coi numeri.

Ormai maggiorenne, diventò responsabile di un enorme e peloso canino: Anakin. Questo Golden Retriever gli cambiò la vita, e ora gli sembra di prendersi cura di un altro fratellino.

NOME: Marco Tamborrino

ETÀ: 25 anni

AMA: il suo cane, Cormac McCarthy, i romanzi che fanno piangere, il norvegese e le foreste, Odissea nello spazio, la pizza, la storia e la montagna.

ODIA: socializzare, togliersi il pigiama la domenica mattina, chi non rispetta gli altri, i ritardi dei treni, il suo naso.

SEGNI PARTICOLARI: fa foto instagrammabili.

Marco Tamborrino

DISTANTI nello spazio e un poco nel tempo, Chiara e Marco si conobbero davanti a un computer. Su Facebook chattavano di libri e s’improvvisavano grammar nazi: tra una chiacchiera e l’altra, ci misero un po’ a capire di essersi affezionati.

Così, nell’estate nel 2012, Chiara prese un treno per Milano e andò a conoscere Marco. S’incontrarono in un giorno rovente sotto il Duomo. Timidi all’inizio, dopo il primo incontro continuarono a frequentarsi, inseguendo le traiettorie del loro amore pendolare.

Iniziarono a viaggiare insieme, scoprendo che era più bello guardare il mondo con due paia d’occhi. Nel 2015 per la prima volta salirono sullo stesso aereo: destinazione Irlanda, un viaggio destinato a segnarli per sempre. Sempre quell’anno aprirono il blog di viaggi che stai leggendo, impresa che li arricchisce più nello spirito che nel portafoglio.

Qui troverai:

  • racconti e guide per viaggi culturali e di coppia in Italia ed Europa;
  • recensioni di strutture, esperienze e locali testati dai viaggiascrittori;
  • recensioni di mostre d’arte e cronache da fiere e festival in giro per l’Italia;
  • consigli di lettura e recensioni;
  • guide e tutorial per usare meglio Instagram. 

The Irish Diary

INNAMORATI dell’Isola di Smeraldo (e flagellati dalla disoccupazione giovanile), due anni più tardi i viaggiascrittori decisero di tornarvi. Si stabilirono a Swords, paese dal nome tagliente vicino Dublino, e trovarono un lavoro: Chiara come insegnante di italiano, Marco come Google-Mappino semplice.

Nell’estate del 2018 nostalgia o errore di valutazione li spinsero a tornare verso gli italici lidi. Con le guance rigate di lacrime dissero addio alla loro prima casa insieme: accogliente luogo di cene, Netflix, copertine e muffe.

La loro storia d’amore e tempeste l’hanno raccontata in questo diario irlandese.

Irlanda del Nord: 10 luoghi da vedere

TORNATI in Italia, sembrava che le loro strade fossero destinate a separarsi di nuovo. Ma qualche mese di ricerche affannose e molta pazienza condussero infine al risultato sperato: due nuovi lavori e un tetto tutto per sé.

Oggi Chiara si destreggia tra clienti e consegne in un’agenzia di comunicazione a Milano, nel non-così-magico mondo della scrittura per il web. Marco, invece, lavora in una multinazionale di ricerche statistiche. Insieme si concedono colazioni e cene interminabili nella loro casetta con giardino a Busto Arsizio.

Nei ritagli di tempo scrivono questo blog, inseguendo il sogno di un lavoro freelance che consenta loro di trascorrere insieme il 100% del proprio tempo. Se vivere una vita di sole passioni è possibile, questo è il loro orizzonte: come ogni traguardo, aspettano di tagliarlo insieme.

The Italian Diary

Eppure, chi può dire cosa accadrà nel proseguo di questa storia: quali capitoli restano da scrivere, quali scenari cambieranno?

I due viaggiascrittori metteranno mano alla tastiera e scriveranno la loro vita come hanno sempre fatto. 

18 Commenti

  • Rispondi
    Eliana
    12 Gennaio, 2016 at 2:25 pm

    Ciao ragazzi, mi piace molto il vostro blog.
    Poi mi leggo con calma i vostri articoli, ma ne ho già individuati alcuni 😉
    A presto!

    • Rispondi
      Chiara Paglio
      12 Gennaio, 2016 at 2:31 pm

      Ciao, Eliana, grazie! A presto 🙂

  • Rispondi
    Francesca
    11 Febbraio, 2016 at 5:27 pm

    Ah, l’amore pendolare.. ne so qualcosa anch’io: prima in treno e poi in aereo. Ma finalmente ci siamo ricongiunti 🙂
    Mi piace il vostro blog.. continuo a farmi un giro 😉

    • Rispondi
      Chiara Paglio
      14 Febbraio, 2016 at 4:37 pm

      Ciao, Francesca! Noi speriamo di ricongiungerci presto. Grazie!

  • Rispondi
    In viaggio con Ermanno
    26 Aprile, 2016 at 6:27 pm

    Complimenti per il blog e il nome che avete scelto, tutto un programma, vi seguiamo anche noi “on the road” 😉

    • Rispondi
      Chiara Paglio
      26 Aprile, 2016 at 9:56 pm

      Ahhh ma grazie! A presto 🙂

  • Rispondi
    Martina
    19 Giugno, 2016 at 11:01 am

    Ciao ragazzi! Che bello avervi scoperto! Sono molto curiosa di seguirvi 🙂

    • Rispondi
      Chiara Paglio
      20 Giugno, 2016 at 8:24 pm

      Ciao Martina e grazie <3

  • Rispondi
    wwayne
    5 Luglio, 2016 at 9:45 pm

    Visto che condividiamo la passione per la lettura, vi consiglio caldamente questo splendido libro: https://wwayne.wordpress.com/2015/08/09/il-ritmo-dellestate/. L’avete già letto?

  • Rispondi
    josephpastore
    31 Marzo, 2017 at 11:53 pm

    Gagliardi, continuate così!

    • Rispondi
      Marco Tamborrino
      1 Aprile, 2017 at 7:14 pm

      Ahah grazie 🙂

  • Rispondi
    Daphnae - Travelling Expat
    18 Febbraio, 2018 at 11:12 pm

    Che bel blog ragazzi! Vi ho appena scoperto tramite Instagram. Anch’io vivo a Dublino, chissà che un giorno non ci incrociamo… 😉 Continuate così!

  • Rispondi
    Vincenzo
    20 Gennaio, 2019 at 8:06 am

    Buongiorno e buona domenica.
    Ho appena scoperto il vostro sito cercando notizie su Bologna.
    Interessante.
    Grazie.
    Saluti.

  • Rispondi
    Chiara
    28 Gennaio, 2019 at 1:23 am

    Ciao ragazzi! Complimenti x i vostri articoli e consigli! Come voi amo i viaggi e da alcuni mesi ne ho iniziato uno che mai avrei immaginato… I social, Instagram nello specifico! Ho letto interessata le vostre tips e opinioni!le seguiró x cercare di migliorare le mie foto. Grazie ancora e buoni viaggi!

  • Rispondi
    Mario
    13 Giugno, 2019 at 2:50 pm

    Sì però ragazzi, mi avete messo una tristezza… In parte nel senso buono, eh. Ho letto solo qualche articolo e mi stavo intrippando a leggere la vostra storia. Ho letto ora il “Chi siamo” e sembrava davvero di leggere un bel racconto romantico, ma dentro c’è una rinuncia (per quanto credo che quel periodo via vi abbia portato e vi porterà tanto senso da non poterlo più dimenticare a vita) un malessere della precaria gioventù d’oggi, e la nostalgia della distanza.
    Ma da lettori e viaggiatori lo sapete: se si è tristi per qualcosa che manca, significa che quel qualcosa aveva grande importanza. Sono un po’ più grande di voi e di nostalgia e di distanza e di rinunce ne so qualcosa: per cui un augurio ma anche un invito: perdincibacco, riunitevi, trovate la vostra “strada giusta”, non perdete mai la speranza. Tifo per voi!

  • Rispondi
    pedrored
    28 Agosto, 2019 at 9:41 am

    Bravi, tutto qui

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