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Vivere e lavorare in Irlanda: le 10 cose da sapere

Oggi ti parlo di un argomento che interessa chiunque voglia venire a vivere in Irlanda. Che la tua sia solo un’esperienza o un cambiamento radicale, queste informazioni ti torneranno utili per facilitarti il primo periodo sull’Isola di Smeraldo. Ecco infatti una lista di 10 cose da sapere per vivere e lavorare in Irlanda.

Vivere e lavorare in Irlanda: 10 cose da sapere

L’Irlanda è un paese che può offrire ghiotte opportunità di lavoro a chi sa coglierle. Infatti, proprio qui hanno sede quasi tutte le grandi multinazionali informatiche, tra cui Google, Facebook e Amazon.

Questi tre giganti, insieme a PayPal, LinkedIn, Smartbox e tanti altri, hanno approfittato della corporate tax relativamente bassa per gli standard europei, scegliendo l’Irlanda come propria sede fiscale.

Questo ha portato a una migrazione di massa dei professionisti in campo informatico, che vengono in Irlanda per percepire stipendi da capogiro. Ma non è tutto. Anche lavoratori meno qualificati, come me, hanno l’opportunità di lavorare per una di queste aziende: l’importante è sapersi vendere bene e affrontare i colloqui irlandesi.

La richiesta di personale madrelingua proveniente dagli altri paesi europei è sempre altissima, e trovare lavoro è più facile di quanto si possa credere.

1. Prima di partire: budget, sistemazione temporanea e abbigliamento

È importante non partire sprovveduti. Dublino è una città abbastanza cara che al momento sta attraversando una profonda crisi immobiliare. Trovare un tetto da mettere sopra la testa potrebbe richiedere un mese o più, e i prezzi sono inconcepibili persino per le più care città italiane.

Il budget di partenza iniziale non deve essere inferiore ai 2000 euro. Anche trovando lavoro in fretta vedrete questi soldi volatizzarsi in breve tempo, quindi attenzione.

Dublino

Inoltre è fondamentale assicurarsi una sistemazione temporanea prima dell’arrivo in Irlanda. A essere sinceri conviene pensarci in anticipo di qualche mese: la scarsità di alloggi ha portato a una situazione in cui le strutture ricettive turistiche sono sempre al completo, anche ostelli e b&b.

Alloggiare presso una famiglia irlandese

Noi abbiamo alloggiato per un mese presso una famiglia irlandese, trovata tramite il sito Homestay. Ti raccomando di cuore questa opzione: ti permetterà di vivere a contatto con gli irlandesi e capirli meglio, garantendoti anche la privacy che un ostello – per lo stesso prezzo – non potrà mai darti.

Per un mese abbiamo speso 850 euro: avevamo la nostra stanza e il bagno in comune con gli altri ospiti temporanei. Ci siamo trovati bene e abbiamo evitato di dormire in una camerata di 20 persone.

Per quanto riguarda l’abbigliamento, ne abbiamo già parlato in questo post su come vestirsi per un viaggio in Irlanda.

2. La Leap Card e i trasporti pubblici

Ci sono due cose da sapere sui trasporti di Dublino: che sono carissimi e un po’ scadenti. Una corsa in bus sopra le 13 fermate potrà arrivare a costarti fino a 3,30€. Ma non sarà un problema, perché probabilmente l’autobus salterà la corsa e non passerà.

Dart

Per ovviare a questi prezzi folli esiste una tessera ricaricabile, chiamata Leap Card. La Leap Card ti permetterà di viaggiare sui mezzi di Dublino con uno sconto del 20%. Non è un vero e proprio abbonamento, ma meglio di niente, no?

Con la Leap Card è possibile anche raggiungere un “cap” (tetto) settimanale oltre il quale non si pagheranno più i mezzi fino alla fine della settimana. Il cap per gli autobus è di 27 euro, quello per tutti gli altri mezzi di 40. In pratica: se prendo l’autobus tutti i giorni e il venerdì supero i 27 euro, sabato e domenica potrò viaggiare gratis. Esiste anche un cap giornaliero (7€ per i bus, 10 per tutti i mezzi).

Oltre agli autobus, Dublino è servita dalla Luas (tram, 2 linee) e dalla DART (treno suburbano). Treni e tram sono più affidabili degli autobus, ma coprono un’area molto più ridotta.

3. L’importanza del numero di telefono irlandese

Molti sottovalutano questo aspetto, ma possedere un numero di cellulare irlandese è fondamentale per due cose: trovare un lavoro e una casa. Nessuno risponderà al telefono se chiamerai per l’annuncio di un appartamento da un numero italiano, né ti chiameranno per un colloquio di lavoro se sul curriculum non compare un numero irlandese.

Cellulare

Per cui una delle prime cose da fare è acquistare una sim irlandese. La più economica in circolazione è quella prepagata della Tesco Mobile, che al costo di 15 euro al mese garantisce chiamate illimitate verso numeri irlandesi, messaggi illimitati verso altri numeri Tesco e 10GB di internet. La copertura è pessima, ma alla fine non ho mai avuto grandi problemi. E in Italia funziona benissimo (al nord si appoggia a TIM).

4. Prima il lavoro, poi la casa

Dublino sta attraversando una terribile crisi immobiliare. Non ci sono abbastanza case per accogliere tutti gli immigrati che arrivano, e le poche che ci sono costano tantissimo, anche se spesso si tratta di vere e proprie topaie.

Questa situazione avvantaggia chi si trova già in loco con un contratto di lavoro in mano. Infatti, prima di affittare una stanza o un appartamento la maggior parte dei proprietari richiede una copia del tuo contratto di lavoro e decide di affittare a chi può offrire le maggiori garanzie economiche (stipendio più alto, contratto a tempo indeterminato).

Questo significa:

  1. che non troverai mai casa dall’Italia (e se la trovi è una truffa)
  2. che una volta in Irlanda dovrai concentrarti prima sulla ricerca di un lavoro.

Se sei studente, invece, dovrebbe risultare più semplice. Nessuno potrà richiederti garanzie economiche esagerate e potrai fare riferimento al tuo college.

5. Come dev’essere il tuo curriculum

Dimentica i curriculum italiani, e soprattutto cestina il tuo CV Europass: qui equivale esattamente a come non dovrebbe essere fatto un curriculum. Il tuo CV inglese dovrà essere semplice, pulito e diretto. Non dovrà contenere né una tua foto né la tua data di nascita: è questione di privacy, e qui ci tengono molto.

Curriculum

La parte iniziale del tuo curriculum dovrà contenere: nome e cognome, indirizzo mail, numero di telefono irlandese e indirizzo (anche quello provvisorio dell’ostello o Airbnb). Dopodiché scrivi qualche riga per presentarti, ma attento alla grammatica.

Nella parte centrale del CV puoi elencare le tue esperienze di lavoro, sottolineando con un elenco puntato le tue responsabilità nel ruolo e gli obiettivi raggiunti. Per ultimo elenca brevemente i tuoi studi, dando la priorità alla laurea (il liceo non interessa a nessuno) e a corsi extrascolastici particolarmente rilevanti.

6. Il conto in banca

Per il conto in banca vale lo stesso discorso del numero di telefono: nessun datore di lavoro, tranne rarissime eccezioni, accetta di accreditare lo stipendio su conti bancari non irlandesi. Per aprire un conto in banca ti servirà una prova di residenza (una bolletta intestata a tuo nome o un contratto d’affitto) e il tuo passaporto.

Spesso il tuo datore di lavoro sarà in grado di fornirti un documento che attesti la tua residenza, anche se temporanea.

Banca

Le banche più diffuse in Irlanda sono BOI (Bank of Ireland) e AIB. Io ho un conto con quest’ultima, e per ora mi trovo molto bene.

7. Il PPS Number e l’Emergency Tax

Per essere in regola con la tassazione irlandese ti occorrerà un PPS number, ovvero un numero di previdenza sociale (il nostro codice fiscale). Per ottenere un PPS number ti serviranno altre cose, tra cui una proof of address (prova di residenza), una proof of employment (un contratto di lavoro) e il tuo passaporto.

A causa di questi requisiti, è probabile che inizierai a lavorare senza prima possedere un PPS number. Questo ha una conseguenza importante: il tuo stipendio lordo sarà tassato al 48% (emergency tax).

Ma non ti preoccupare: una volta che avrai ottenuto il PPS number (dopo averlo comunicato alla tua azienda e all’agenzia delle entrate nell’apposito sito web) i soldi trattenuti ti verranno restituiti con lo stipendio successivo.

8. Come cercare casa

In Irlanda la ricerca casa si basa quasi su un solo sito: Daft. Esistono anche diversi gruppi Facebook in cui vengono postati annunci di stanze o posti letto. Spesso sono case dove convivono più di 5 o 6 persone, ed è facile che si tratti di una camera in condivisione.

Daft deve diventare la tua ossessione. Gli annunci hanno vita brevissima: sia le stanze sia le case possono andare via nel giro di qualche ora, a volte pochi minuti. Quando sull’annuncio c’è un numero di telefono, chiamalo. Quando c’è solo un indirizzo mail, copia e invia la bozza che avrai già preparato in precedenza.

Vivere in Irlanda

Dal sito web di Daft puoi impostare delle notifiche email ogni volta che esce un annuncio conforme alle tue esigenze. Devi essere veloce e devi giocare sporco. C’è chi, durante gli appuntamenti per vedere le case, gioca al rialzo. Una casa con 2 camere costa 1600 euro al mese? Ci sarà chi ne offre 1800 per essere sicuro di essere scelto. Sembra assurdo, ma è la realtà.

Si dice che in Irlanda sia la casa a scegliere te e non il contrario. Dall’alto della nostra esperienza, te lo confermiamo.

Leggi anche: Ci trasferiamo in Irlanda, ecco perché

9. Cosa aspettarsi da una casa irlandese

Innanzitutto scordati la qualità delle case italiane. In Irlanda la muffa è un nemico quotidiano e l’umidità fa da padrona. Se andrai ad abitare in una casa dovrai lottare con una moquette più o meno vecchia, mentre negli appartamenti è più facile evitarla.

Una cosa positiva è che l’acqua non si paga. Tuttavia gas ed elettricità hanno il loro prezzo, e spesso le bollette sono salate. Farai conoscenza con la doccia elettrica, uno strumento così mitologico che non ha senso descriverlo. Potrai imbatterti nei rubinetti separati, uno per l’acqua calda e uno per l’acqua fredda: al mattino non saprai se ustionarti o congelarti.

Vivere in Irlanda

Ti ci vorrà un po’ per abituarti alla qualità delle case irlandesi. Così come ti sarà difficile dimenticare in fretta la comodità del bidet. Ma porta pazienza: ieri hanno scoperto la ruota, domani scopriranno i rubinetti unici. Una cosa alla volta!

10. Le zone migliori e quelle da evitare

Una casa a Dublino centro? A meno che tu non possa vantare uno stipendio di 2500 euro netti, non potrai permetterti una sistemazione accessibile nel centro città. E anche con quei soldi difficilmente potrai vivere da solo, al massimo ti garantiranno una camera singola.

La cosa migliore da fare è spostarsi in periferia. Lì gli affitti costano meno e la qualità delle case (ma anche della vita) è più alta. Le zone migliori dove cercare casa sono D6, D6W, D16, alcune parti di D8, la costosissima D4, poi D9, D13, alcune zone di D5 e D3. Le zone a sud collegate con la Luas, il tram di Dublino, sono quelle dove devi concentrarti di più.

Dublino

In alternativa puoi anche guardare alle cosiddette “commuter towns”, ovvero le “città pendolari”. Noi viviamo proprio in una di queste, a Swords. Sono ottime anche Lucan, Leixlip, Malahide, Howth, Dun Laoghaire, Blackrock e Bray. Chi ha l’automobile può spingersi ancora più lontano, fino ad Ashbourne, Skerries, Ballbriggan ecc. La maggior parte dei paesini elencati qui sopra sono collegati dal treno, che è il mezzo più affidabile a Dublino.

Le zone da evitare come la peste sono D24, a sud, e D11 a nord. Si tratta in assoluto dei quartieri più degradati e pericolosi di Dublino. Qui gli affitti costano poco rispetto al resto della città, e ora sai il perché. Le zone che ho tralasciato sono un po’ borderline. Sta a te decidere se vale la pena viverci o no, magari facendoci una passeggiata e facendoti un’idea tua.


Allora, stai pensando di trasferirti a Dublino? Non lasciarti abbattere dalle difficoltà iniziali: una volta superate potrai iniziare la tua vita irlandese. Per qualsiasi altra informazione o consiglio lascia un commento qui sotto o scrivici una mail. Ti risponderemo al più presto.

13 Comments

  • Reply
    Alessandra
    gennaio 16, 2018 at 1:22 pm

    Consigli veramente utili dato che avete provato questa esperienza sulla vostra pelle. Bravi!!!!

    • Reply
      Marco Tamborrino
      gennaio 18, 2018 at 10:40 pm

      Grazie Alessandra! Ti auguro un buon weeekend 🙂

  • Reply
    Silvia - The Food Traveler
    gennaio 16, 2018 at 2:55 pm

    E io che pensavo che trovare casa nei paesi anglosassoni fosse più semplice vista la diffusione di tanti portali per la ricerca di appartamenti. Mi ricorda la vicenda di un mio ex collega che per trasferirsi in UK aveva dovuto richiedere una sorta di fido in banca per dimostrare che aveva i mezzi di sostentamento.
    Ma questa cosa della doccia con i rubinetti separati è pazzesca: anche in tanti hotel non hanno ancora scoperto il mixer…

    • Reply
      Katia / Il Miraggio - consigli di viaggio e di arte
      gennaio 17, 2018 at 5:00 pm

      Ah ah vero, i rubinetti separati! Un Trauma fare la doccia!!
      Ma il peggio e´ stato tovare la moquet in bagno e in cucina 🙁

      • Reply
        Marco Tamborrino
        gennaio 18, 2018 at 10:35 pm

        In realtà noi i rubinetti separati li abbiamo solo nel lavandino del bagno 😀
        Moquette in bagno e in cucina? Piuttosto tornavo in Italia ahahah

    • Reply
      Marco Tamborrino
      gennaio 18, 2018 at 10:39 pm

      In Inghilterra è sicuramente più semplice 🙂 costano un sacco ugualmente, ma ce ne sono molti di più. Qua non erano pronti alla migrazione di massa dei professionisti informatici…

  • Reply
    panannablogdiviaggi
    gennaio 17, 2018 at 8:12 am

    Wow che carrellata di informazioni! Articolo utilissimo anche se non sto valutando in trasferimento 😁

    • Reply
      Marco Tamborrino
      gennaio 18, 2018 at 10:38 pm

      Grazie mille! C’è sempre tempo per cambiare idea 😀

  • Reply
    Katia / Il Miraggio - consigli di viaggio e di arte
    gennaio 17, 2018 at 4:57 pm

    Leggendo il tuo post, mi hai fatto fare un salto nel passato quando vivevo a Dublino! Casa + conto bancario + lavoro (e PPS number) andavano a pari passo e vedo che ancora ora e´ cosi´! Se si ha un lavoro, poi e´ un piu´ facile aprire un conto in banca (anche se io ci ho messo 2 mesi, rompendo le scatole a mezzo mondo) e trovare casa dato che chiedono le referenze!

    Comunque, il problema casa, ora come ora, e´ un problema comune: ho fatto l´Erasmus in Germania e dove ero io, c´erano piu´ richieste che Offerte.

    • Reply
      Marco Tamborrino
      gennaio 18, 2018 at 10:36 pm

      Sembra che dove ci sia più lavoro manchino le case… mentre in Italia gli appartamenti sono vuoti (da me, che vivo a 30 min di treno da Milano, sono vuoti davvero!) e non c’è lavoro 🙁

  • Reply
    La Folle
    gennaio 22, 2018 at 11:06 am

    Non sto pensando di trasferirmi a Dublino, ma trovo questo post davvero utile e pratico. Mi ricordo ancora lo shock nello scoprire i rubinetti separati nella camera di una guest house dublinese. Mamma mia.

    • Reply
      Marco Tamborrino
      gennaio 27, 2018 at 8:51 pm

      Piano piano arriveranno anche al rubinetto unico… vanno ancora in giro coi cavalli, bisogna capirli 😀

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