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civita di bagnoregio
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  • Italia
  • Lazio

La città che muore: visita a Civita di Bagnoregio

  • Marco Tamborrino
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Avrete sentito parlare più o meno tutti della città che muore. Si trova nel Lazio, in Tuscia, ed è collegata con il resto del mondo attraverso un ponte. Il suo vero nome, però, è Civita di Bagnoregio.

Oggi Chiara ed io vi portiamo a fare un giro tra i suoi vicoli stretti e ordinati, siete pronti? Scoprirete che Civita ospita una quantità indefinita di ristoranti, e che i suoi abitanti più numerosi sono i fiori.

Perché “La città che muore”?

Il segreto del soprannome di Civita è presto svelato: vedete la roccia su cui posa il borgo? Pian piano l’attività di erosione sta restringendo il perimetro della città. Non solo, ma i veri residenti di Civita si stanno spostando tutti verso la vicina Bagnoregio. A tal proposito è stato istituito un biglietto di ingresso alla città al costo di 1,50€, allo scopo di aiutare a preservare questo bellissimo borgo.

Viaggiascrittori a Civita di Bagnoregio

A spasso tra i vicoli di Civita

È mezzogiorno, il sole picchia forte e i viaggiascrittori sudano copiosamente. Come se non bastasse si rendono conto che avrebbero potuto pranzare a Civita. I ristoranti sono tanti, forse troppi. Alcuni sono ben nascosti in vicoli poco battuti dai turisti, altri si affacciano sulla piazza principale. I menù recitano prelibatezze laziali come una filastrocca per bambini. Ho più bava alla bocca io del cagnolino che mi trotterella a fianco.

Civita di Bagnoregio
Uno dei ristorantini più nascosti. I miei preferiti!

Facciamo pochi passi all’interno della città morente e siamo già nella piazza principale. Protagonista della piazza è la Chiesa di San Donato, risalente al V secolo. La folla è quasi tutta accalcata qui, impedendomi di scattare una foto come si deve. Mi scuso in anticipo coi miei ammiratori.

Civita di Bagnoregio

Mi sono davvero innamorato di questa piazzetta. Qui, oltre alla Chiesa di San Donato, ho apprezzato le case e le botteghe, anche se i turisti mi hanno rovinato pure questa foto.

Civita di Bagnoregio

Secondo noi, l’interno della Chiesa non merita più di un paio di minuti, essendo piuttosto spoglio. Non ne siamo rimasti particolarmente colpiti. Ma un’occhiata non guasta, vero?

Chiesa di San Donato

Proseguiamo spediti. Il nostro pranzo ci aspetta in macchina, e la permanenza a Civita sta seriamente attentando alla nostra fame. Tra l’altro, come se non bastasse, tutti sono a pranzo. Beh, inizio a sbizzarrirmi. I vicoli sono la mia passione, lo sapete (i turisti un po’ meno, ma sapete anche questo).

Civita di Bagnoregio

La nostra visita non dura più di un’ora e mezza, ma rimaniamo positivamente colpiti da Civita. Nonostante venga abbandonata dai suoi abitanti, la città è ben curata e pulita. Forse un po’ troppo, tanto che si potrebbe pensare a una vetrina per turisti.

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Sotto quell’arco, un po’ al buio, c’era un altro bellissimo ristorantino. Va bene, adesso la smetto di pensare al cibo. Promesso.

Vetrina per turisti o no, forse va bene così. Girare a Civita è piacevole, caldo a parte. Si respira una bella aria. Certo, c’è un po’ di tristezza. Un giorno non troppo lontano la città potrebbe non esserci più. Ora però non pensiamoci. Cerchiamo di goderci questo piccolo gioiello della Tuscia e facciamolo conoscere a chi non ci è mai stato. Come tante altre meraviglie italiane, ha bisogno di un po’ della nostra attenzione. E del nostro amore.

Civita di Bagnoregio

Come arrivare a Civita di Bagnoregio

In auto da nord: seguire l’autostrada A1 in direzione Roma; da Firenze a Bagnoregio ci vogliono circa 2h.

In auto da sud: lasciare l’A1 al casello di Orvieto. Da Roma a Bagnoregio i tempi di percorrenza sono di circa 2h.

Parcheggiare a Civita di Bagnoregio

Il parcheggio può rivelarsi un po’ problematico, o andare a fortuna. Noi siamo riusciti a mettere la macchina nel penultimo parcheggio sulla strada che conduce al ponte. L’omino all’ingresso del parcheggio voleva farci tornare indietro, ma mentre stavamo facendo inversione si è liberato un posto. Quando ce ne siamo andati il parcheggio era mezzo vuoto, ma l’omino sopracitato continuava a mandare via la gente dicendo che il parcheggio era pieno. Quindi… non fidatevi! Un giro di ricognizione fatelo sempre, altrimenti dovrete camminare, e tanto. Altrimenti potete parcheggiare a Bagnoregio, al piazzale Battaglini (20 minuti a piedi), dove una navetta pubblica al costo di 1€ a/r vi porterà fino al ponte.

Il nostro consiglio

Soprattutto d’estate, un cappello potrebbe salvarvi da un’insolazione. Ma mi raccomando, sul ponte tenetelo stretto! Già molti incauti turisti persero i propri gloriosi cappelli… per una folata di vento!

 

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Marco Tamborrino

30 anni. Laureato in Lingue e Letterature Straniere. Sembro antipatico, ma le apparenze ingannano. Wannabe scrittore. Segno particolare: instagramer.

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14 commenti
  1. Silvia Demick ha detto:
    Settembre 1, 2016 alle 2:10 pm

    No però Marco, le foto con le persone nelle piazze e nei vicoli mai più, eh ;)
    Scherzi a parte, non avevo mai sentito parlare di questo borgo. Mi ricorda un po’ un piccolo borgo qui in Piemonte che si chiama Chiappera: fino a qualche anno fa era quasi abbandonato, poi poco alla volta hanno iniziato a ristrutturare le malghe e le stalle, anche grazie a un’iniziativa che ha permesso di realizzare un albergo diffuso partendo dalla vecchia scuola in rovina.
    Buona giornata,
    Silvia.

    Rispondi
    1. Marco Tamborrino ha detto:
      Settembre 1, 2016 alle 4:20 pm

      Ciao, Silvia! Cercherò di evitare la folla, mannaggia! :D Comunque sarebbe davvero bello riscoprire e far rinascere tanti dei nostri bei borghi… troppi sono abbandonati e lasciati a loro stessi :(

  2. L'OrsaNelCarro ha detto:
    Settembre 1, 2016 alle 2:38 pm

    L’avevo sentito nominare un sacco di volte, anche in vari tg e programmi tipo SerenoVariabile.
    Peccato che non si possa fare nulla contro la morte da erosione, è così delizioso!
    Marco e i suoi vicoli infestati di turisti mi ricordano mio padre che quando guida vorrebbe la strada tutta per sè: “ecco io lo sapevo…proprio ora doveva immettersi questo!” oppure “Mannaggia a sto’ camion…nè un minuto prima nè un minuto dopo doveva svoltare!” In auto con lui è sempre una punizione corporale. :D
    Splendide foto come sempre! A presto!

    Rispondi
    1. Marco Tamborrino ha detto:
      Settembre 1, 2016 alle 4:23 pm

      Più o meno è la stessa cosa quando guido io. Sono sul livello di “Ma che è sta roba? Ecco, abbiamo davanti il rinco******** ahahah

  3. Alessia ha detto:
    Settembre 2, 2016 alle 12:49 pm

    Conosco bene questo borgo delizioso, pieno di coccolosi gatti randagi. Ho passato le mie estati da bambina nella Tuscia…???? E adoro le chiese un po’ così, spoglie, semplici… Alla fine dove avete mangiato? ???? Ciao!

    Rispondi
    1. Marco Tamborrino ha detto:
      Settembre 2, 2016 alle 1:56 pm

      Ciao, Alessia! In realtà di gatti non ne abbiamo visti, forse solo uno! Infatti Chiara era molto contrariata a riguardo ahah :D alla fine abbiamo mangiato le cose che ci eravamo portati dietro, anche perché avevamo lasciato la macchina al parcheggio solo per due ore :)

  4. Eliana ha detto:
    Settembre 2, 2016 alle 3:10 pm

    È uno dei luoghi in assoluto che preferisco qui nella Tuscia, sono contenta che vi sia piaciuta! :)

    Rispondi
    1. Marco Tamborrino ha detto:
      Settembre 2, 2016 alle 3:49 pm

      Siamo contenti anche noi, non ce lo aspettavamo! Ciao Eliana :)

  5. Lucrezia & Stefano - in world's shoes ha detto:
    Settembre 3, 2016 alle 9:14 am

    È molto più bella di come la ricordavo. Ci sono stata a febbraio di qualche anno fa ed avevo aspettative molto alte però poi una volta entrata nella cittadina rimasi un pochino delusa. Non so, sarà stato il fatto che era così piccola e semideserta. In pochi minuti la girammo tutta…
    Bellissime le vostre foto ragazzi! Mi avete fatto svegliare questa mattina con la voglia di tornarci! :)

    Rispondi
    1. Marco Tamborrino ha detto:
      Settembre 3, 2016 alle 9:20 am

      Anche io ho sentito racconti di gente che l’ha vista 6 anni fa ed era tutta un’altra cosa. Pareva un borgo totalmente abbandonato. Noi invece l’abbiamo trovavo vivo e allegro :)

  6. Elisa e Dintorni ha detto:
    Settembre 3, 2016 alle 9:55 pm

    Sì direbbe che la città che muore pullula di turisti viste le fotografie ????
    È positivo comunque, molte persone sono interessate a Civita di Bagnoregio,la.sua storia e quello che sarà il suo futuro.
    Negli ultimi tempi ne ho sentito parlare parecchio; chissà che in un futuro non troppo lontano riesca a raggiungere anche io questo borghetto, perché non me lo voglio perdere! ☺
    Bravi ragazzi!

    Rispondi
    1. Marco Tamborrino ha detto:
      Settembre 4, 2016 alle 4:31 pm

      Ciao, Elisa! Ti auguro davvero di riuscire a visitarlo presto, sono sicuro che non ne rimarrai delusa! :)

  7. Anna Amadeo ha detto:
    Ottobre 26, 2018 alle 1:52 pm

    Come si chiama il ristorante della foto? Grazie

    Rispondi
    1. Chiara Pagliochini ha detto:
      Novembre 13, 2018 alle 5:48 pm

      Ciao Anna, purtroppo non ce lo ricordiamo, è passato tanto tempo dalla nostra visita :(

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