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Visita al Forte di Bard in Valle d’Aosta

Forte di Bard

Il Forte di Bard è la dimostrazione che non c’è bisogno di prendere un aereo e arrivare all’altro capo del mondo per stupirsi. Si può fare, ma non ce n’è bisogno. È questo che penso ogni volta che l’Italia mi mette di fronte la sua bellezza sfacciata, la stupefacente perfezione di certi borghi e paesaggi, la ricchezza del suo patrimonio artistico e culturale. Basta prendere, per esempio, una cartina e puntare il dito sulla Valle d’Aosta.

Visita al Forte di Bard, tra storia e modernità

Un breve viaggio coccolato nel pensiero per qualche settimana, di cui avevamo tracciato un ideale itinerario (qui). La prima meta del nostro viaggio – prima sosta sulla strada per Saint-Vincent – era proprio Bard, piccolo comune celebre per il suo complesso fortificato.

Forte di Bard

Il Forte di Bard

Abbiamo incontrato il Forte di Bard sotto un cielo grigio-perla, avvolto da spirali di fumo bianco. Una pioggerellina leggera. L’atmosfera era solenne e il nostro cuore ha tremato un pochino. Alcuni di voi, forse, riconosceranno nel Forte la location delle prime scene del film Avengers: Age of Ultron. Il castello dei cattivi in persona (anzi, in muratura!).

Forte di Bard

Data la sua posizione strategica, la rocca di Bard fu fortificata già in tempi antichissimi. Verso la metà del XIII sec. il castello passò sotto il dominio dei Savoia, diventando un’importante base militare.

Il suo momento di gloria lo visse nel 1800, quando le truppe napoleoniche posero l’assedio al Forte, scontrandosi con la tenace resistenza della guarnigione austriaca, che tenne testa per 14 giorni a un esercito molto più numeroso e ben armato.

La storia del Forte di Bard e dell’assedio è meticolosamente rievocata in una esposizione permanente nelle Prigioni del forte stesso.

Forte di Bard (ascensori)
Oggi il Forte di Bard è molto più accessibile di quanto lo fosse ai tempi di Napoleone: infatti si può salire per un largo percorso pedonale o, per i pigri come noi, in comodi ascensori panoramici! Gli ascensori sono gratuiti, come lo è l’accesso al forte. Il parcheggio coperto, invece, costa la modica cifra di 3 euro per l’intera giornata!

Esterno del Forte di Bard

Camminare sotto le mura del Forte – altissime pareti verticali in cui sono ritagliate le buche per i cannoni –  fa sentire piccoli ed esposti. È un luogo che il passato militare ha reso freddo e solenne, un vero e proprio monumento alla guerra. Oggi, in realtà, il Forte di Bard è tutt’altro: sono moltissime le mostre e gli eventi culturali che si tengono al suo interno. Tutte le info su orari, prezzi ed esposizioni qui.

Cortile interno del Forte di Bard

Noi abbiamo optato per una visita alle Prigioni e un pranzo veloce alla caffetteria del Forte: contrariamente a quanto ci si potrebbe immaginare, i prezzi sono contenuti e l’offerta di piatti abbastanza ampia. La consigliamo. Per venire a patti con la digestione, abbiamo deciso di scendere a piedi verso il centro abitato, in modo da attraversare il caratteristico borgo medievale.

Forte di Bard

Il borgo medievale di Bard

Il piccolo borgo, con i suoi vicoli, le case in pietra, le strane finestre e gli archi, ha esercitato su Marco un invincibile potere di seduzione. La macchina fotografica ha scattato senza freni.

Borgo di Bard

Borgo di Bard

Borgo di Bard

Selfie

Arnad, il paesino del lardo valdostano

Risaliti in macchina, abbiamo ripreso la strada verso Saint-Vincent, località scelta per pernottare. Sulla via, però, la nostra attenzione è stata irrimediabilmente attratta da Arnad, ovvero il paese del lardo.

Lungi dal giudicare la fisicità dei suoi abitanti, il lardo a cui mi riferisco è il Lard d’Arnad, prodotto a Denominazione d’Origine Protetta. E che bisognerebbe proteggere dalle fauci di Marco, il quale ne va ghiotto! Facciamo una sosta ad Arnad per un paio di scatti, innamorandoci della chiesa di San Martino.

Portale della Chiesa di San Martino (Arnad)

Raggiunto infine il nostro hotel a Saint-Vincent, la giornata di esplorazioni si è conclusa con un tuffo sul letto-nuvola della nostra stanza.

La Valle d’Aosta ci avrebbe riservato ancora castelli e panorami spettacolari: e voi restate sintonizzati per acchiapparli tutti! 

12 Commenti

  • Rispondi
    Lucrezia & Stefano - in World's Shoes
    Febbraio 22, 2016 at 10:39 am

    Mi state facendo sognare con queste foto e questi racconti.. Non vedo l’ora di leggere il prossimo. Non avevo mai pensato alla valle d’aosta e invece ora va dritta in cima alla classifica dei luoghi da vedere in Italia. La nebbia poi secondo me, ha reso tutto ancora più coinvolgente e surreale.
    Bravi ragazzi!!! 😀

    • Rispondi
      Marco Tamborrino
      Febbraio 22, 2016 at 1:05 pm

      Grazie mille, ci fa molto piacere che ti/vi piacciano! In settimana cercheremo di scrivere gli altri 🙂
      La Valle d’Aosta è bellissima, io che ci abito vicinissimo ci vado spesso, anche per una gita domenicale improvvisata; e sono d’accordo che grazie alla nebbia abbiamo potuto godere di un’atmosfera molto più suggestiva. Per fortuna, però, l’ultimo giorno ha fatto sole (visto che siamo saliti a 1400 e con il brutto tempo io mi sarei astenuto dalla guida :D).

  • Rispondi
    Renato
    Febbraio 22, 2016 at 10:52 am

    Nella marea di blog di viaggio, tra cui il mio, è apprezzabile la disinvoltura e naturalezza con la quale descrivete luoghi così vicini e sconosciuti ai più. Mi piace molto il vostro stile. Continuate così.

    • Rispondi
      Marco Tamborrino
      Febbraio 22, 2016 at 1:07 pm

      Grazie mille, Renato! Ci fa molto piacere che ti piaccia il nostro blog. Continueremo senza dubbio così, grazie per essere passato! 🙂

  • Rispondi
    Michela
    Febbraio 22, 2016 at 7:58 pm

    Bene bene bene, ho sempre più voglia di andarci!!! Ancora un mesetto poi finalmente sarò lì anche io!!!

    • Rispondi
      Marco Tamborrino
      Febbraio 22, 2016 at 8:50 pm

      Te lo auguriamo, Michela! 🙂

  • Rispondi
    Diletta - Sempre in Partenza
    Febbraio 23, 2016 at 2:35 pm

    Bellissimo questo posto e stupende le vostre foto!
    Ho appena aggiunto i castelli della Valle d’Aosta alla lista delle mie cose ancora da vedere in Italia, seriamente 🙂 grazie mille per questo post!

    • Rispondi
      Marco Tamborrino
      Febbraio 23, 2016 at 3:05 pm

      Grazie a te per essere passata, Diletta! 🙂 Allora non puoi perderti i prossimi articoli: parleremo del castello di Fenis, di Castel Savoia, di Ussel e di Verrés (e se hai voglia anche di Aosta, Fontainemore e Gressoney) 🙂

  • Rispondi
    Elisa
    Febbraio 23, 2016 at 3:12 pm

    Ma che bei racconti e che belle atmosfere che avete catturato con l’enigmatico cielo grigio.
    Dalle foto il Forte sembra ancora esercitare tutta la sua potenza battagliera.
    Attendo i prossimi racconti 🙂

    • Rispondi
      Chiara Paglio
      Febbraio 23, 2016 at 4:19 pm

      Grazie, Elisa! Domani pubblicheremo il racconto sul castello di Fénis, un altro gioiellino 🙂

  • Rispondi
    Simone
    Febbraio 23, 2016 at 3:58 pm

    Ero stato al forte in occasione di un festival celtico qualche anno fa.. Bei ricordi che avete rievocato ragazzi.

    Un posto incantato in tutte le stagioni ..

    • Rispondi
      Chiara Paglio
      Febbraio 23, 2016 at 4:20 pm

      Lo è davvero! Grazie, Simone 🙂

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