Quali libri leggere nel 2024? C’è ancora spazio nella tua lista di titoli? Ci auguriamo di sì, perché è tornato il momento del nostro bilancio letterario. Ecco 20 libri che abbiamo amato nell’anno passato e che vogliamo assolutamente consigliarti.
Libri da leggere nel 2024: i nostri consigli di lettura
Il 2023 ci ha portato tante soddisfacenti scoperte letterarie. In totale siamo riusciti a mettere sul comodino 47 libri letti (vince la sfida Marco, con 24 letture contro le 23 di Chiara). Libreria e mensole di casa Viaggiascrittori hanno proclamato uno sciopero sindacale a oltranza, finché non hanno ottenuto di essere riordinati.
Proprio facendo ordine tra i nostri possedimenti cartacei, sono saltati fuori questi titoli consigliati per il nuovo anno. Siamo orgogliosi di presentarti alcuni gioiellini pubblicati da case editrici indipendenti, ma anche alcuni classici da recuperare. I nostri autori arrivano dall’Italia, dalla Francia, dagli Stati Uniti, dalla Cina e persino dalla Groenlandia: il giro del mondo in 20 libri!
1. Gli anni, Annie Ernaux
Per chi non ha paura degli anni che passano
No, questo libro non parla di vecchiaia. Ma parla di storia: sia quella con la s minuscola sia quella con la S maiuscola. Il premio Nobel per la Letteratura 2022 Annie Ernaux mescola memoria autobiografica e cronaca collettiva per tracciare un affresco del mondo dal Dopoguerra ai giorni nostri, con particolare riferimento alla Francia.
Narrato in un’inedita prima persona plurale, il romanzo offre anche una prospettiva femminista che ci fa interrogare su cosa significhi essere donna oggi e quali sono le conquiste che ci hanno accompagnato.

2. Sono fame, Natalia Guerrieri
Per chi è giovane nel mondo di oggi
Una cosa è certa: dopo aver letto questo romanzo di Natalia Guerrieri non ordinerai più su Deliveroo a cuor leggero, o almeno non lo darai così per scontato. Al centro di Sono fame c’è la storia di Chiara, una giovane “rondine” che vive in una grande città e che per mantenersi consegna cibo a domicilio sfrecciando in sella alla sua bici.
Le vicende, a tratti grottesche, offrono uno spunto di riflessione più ampio sullo sfruttamento nei rapporti di lavoro e sull’alienazione del nostro stile di vita. Il manifesto di una generazione intrappolata tra i sogni che si sgretolano e la ben più cruda realtà materiale.

3. Ferrovie del Messico, Gian Marco Griffi
Per chi ama i romanzi picareschi
Ferrovie del Messico è stato uno dei libri rivelazione del 2023. Pubblicato dalla casa editrice Laurana, questo tomo di ben 824 pagine ha conquistato tantissimi lettori grazie al passaparola ed è pure entrato nella rosa dei candidati al Premio Strega.
L’opera magna di Gian Marco Griffi racconta le avventure sgangherate di Cesco Magetti, milite della Guardia nazionale repubblicana ferroviaria a cui viene affibbiato l’assurdo compito di tracciare una mappa delle ferrovie del Messico… senza allontanarsi da Asti. Sulla sua strada incontrerà personaggi di ogni tipo: bibliotecarie, dentisti, poeti, partigiani, nazisti, prostitute, addetti cimiteriali, e tanti altri ancora.
Ogni capitolo è un piccolo romanzo a sé: un trionfo di sperimentazioni linguistiche e stilistiche che lasciano il lettore tra il sorpreso e il divertito. Per la noia, nella lettura come nelle vicende di Cesco, non c’è spazio.

4. Lingua madre, Maddalena Fingerle
Per chi non disdegna le letture perturbanti
Come dice Nanni Moretti in una famosa citazione, “le parole sono importanti”. Paolo Prescher ha fatto di questo assunto la sua vita: per lui, cresciuto nel bilinguismo di Bolzano, le parole si dividono in sporche o pulite, a seconda dell’uso che se ne fa.
Il romanzo di Maddalena Fingerle, vincitrice del Premio Calvino nel 2020, segue le orme del giovane Paolo tra l’Italia e la Germania. Questo ragazzo fragile e complicato diventa un narratore inaffidabile che ci trascina dentro un gorgo disturbante.
Lingua madre è un romanzo di formazione con un finale da pugno nello stomaco, a cui si continua a pensare per molto tempo dopo aver voltato l’ultima pagina. A proposito di pagine, sfogliandole scoprirai che sono intonse: da aprire con un tagliacarte (o selvaggiamente con un segnalibro) per assaporare la lentezza della lettura.

5. Dio di illusioni, Donna Tartt
Per chi ama il genere Dark Academia
Com’è che questo romanzo pubblicato nel 1992 spopola su TikTok? Sicuramente Donna Tartt non lo aveva previsto, come non immaginava di diventare la madrina di un vero e proprio genere letterario. Stiamo parlando del Dark Academia, che mescola ambientazioni accademiche a tinte malinconiche, magiche o thriller.
Dio di illusioni racconta l’incontro tra il narratore Richard e un’élite di studenti in un raffinato college del Vermont. La loro ricerca del bello e del divino segue un’escalation di esperienze al limite, che vanno dal consumo di droghe alle orge dionisiache, senza risparmiare qualche delitto. Il punto di forza del romanzo sta nella caratterizzazione dei personaggi, talmente intrigante da tenere il lettore avvinto fino all’ultima pagina.

6. L’occhio della montagna, Sara Baume
Per chi cerca la bellezza nelle piccole cose
Bell e Sigh sono una coppia di giovani misantropi, un po’ come noi Viaggiascrittori. Decidono di trasferirsi in una casa isolata nella campagna irlandese, sotto una montagna che sembra osservare ogni loro mossa.
Qui la vita scorre lenta, lontano dai ritmi della civiltà e fatta di piccole cose: le passeggiate con i loro cani, il volgere delle stagioni, la polvere che si accumula negli interstizi, le cose che si rompono e quelle che non vengono mai aggiustate. Sara Baume scrive un libro intriso di poesia e d’amore, a tratti commovente e a tratti repellente, proprio come la vita.

7. L’incendio, Cecilia Sala
Per chi lotta ancora per qualcosa
Chi ascolta il podcast Stories ritroverà in questo libro di Cecilia Sala diverse storie e atmosfere che lo caratterizzano. Protagonisti delle vicende raccontate dalla giornalista sono le giovani generazioni di Ucraina, Iran e Afghanistan, impegnate nella lotta per l’emancipazione, la libertà e la giustizia.
Leggendo L’incendio viene spontaneo contrapporre la nostra generazione “sonnacchiosa” a quella dei paesi più caldi del globo, in cui è proprio la partecipazione giovanile a muovere gli ingranaggi della storia. Da leggere per approfondire aspetti cruciali della contemporaneità che stiamo attraversando.

8. Se una notte d’inverno un viaggiatore, Italo Calvino
Per i lettori all’ennesima potenza
Nel 2023 abbiamo festeggiato il centenario della nascita di Italo Calvino. Quale miglior occasione per recuperare uno dei suoi libri più famosi? Se una notte d’inverno un viaggiatore è un piccolo scrigno di genialità postmoderna, in cui Calvino incastra un romanzo dentro l’altro attraverso una serie di rocambolesche disavventure del protagonista, chiamato il Lettore.
La cornice narrativa è una sorta di giallo che racchiude dieci incipit di romanzi, legati solo da casuali (o forse no) somiglianze nei titoli. Arrivato alla fine, avrai l’impressione di aver letto non un solo libro, ma almeno undici!

9. Giù nel cieco mondo, Jesmyn Ward
Per chi ha amato la trilogia di Bois Sauvage
Jesmyn Ward, due volte vincitrice del National Book Award con Salvare le ossa e Canta, spirito, canta, torna in libreria con un romanzo che racconta la storia della giovane schiava afroamericana Annis.
Separata dalla madre che le ha insegnato a combattere, Annis deve affrontare una vera e propria discesa agli inferi (non a caso i riferimenti alla Divina Commedia). La fame, il viaggio per raggiungere New Orleans, le torture e le privazioni nei campi di canna da zucchero si alternano a momenti di realismo magico, in cui la protagonista dialoga con gli spiriti degli elementi naturali.

10. Un anno sull’altipiano, Emilio Lussu
Per chi pensa che la guerra non abbia senso
Considerato una delle opere più importanti della letteratura italiana sulla prima guerra mondiale, questo romanzo breve di Emilio Lussu è esempio illuminante dell’insensatezza della guerra.
Ambientato sull’altopiano di Asiago, gli eventi (molto romanzati) descritti da Lussu fanno sorridere grazie all’ironia tagliente, ma ci mostrano in maniera drammatica l’irrazionalità totale delle alte gerarchie militari italiane.

11. A volte una bella pensata, Ken Kesey
Per chi cerca il grande romanzo americano
Questo romanzo di Ken Kesey, già autore di Qualcuno volò sul nido del cuculo, viene spesso citato come uno dei capolavori della letteratura americana del ‘900. Romanzo polifonico, corale, a tratti sperimentale e senza dubbio molto denso e ostico. Alla fine se ne esce distrutti ma con una soddisfazione immensa, unita alla consapevolezza di aver letto un’opera di altissimo livello.
Sulla carta la trama di A volte una bella pensata è molto semplice e gira intorno a un paesino dell’Oregon negli anni ‘60. Subito il lettore si ritrova catapultato tra lotte sindacali e una comunità di taglialegna.
Hank, Leland e Viv, i tre protagonisti, sono personaggi incredibili, che si imprimono nella memoria e non vanno più via. Il ritmo delle ultime duecento pagine cresce mano a mano che ci si avvicina alla fine, fino a concludersi con un finale esplosivo.
Leggi anche: Viaggiare negli USA attraverso i libri: 5 consigli

12. Il problema dei tre corpi, Cixin Liu
Per chi cerca una nuova fantascienza
La fantascienza cinese sta vivendo una vera e propria età dell’oro, merito soprattutto di scrittori come Cixin Liu. Il suo Il problema dei tre corpi (di cui presto uscirà una serie Netflix) è ormai un romanzo di fama mondiale.
Dalla Cina della rivoluzione culturale ai giorni nostri, dove un misterioso videogioco e una serie di morti sospette tra gli scienziati mettono in allarme le autorità, questo romanzo ti terrà incollato dalla prima all’ultima pagina. Tieniti forte, perché il worldbuilding è magistrale e i colpi di scena non mancano.

13. Membrana, Chi Ta-Wei
Per chi si chiede come sarà il mondo di domani
Restando sulla fantascienza asiatica, questo piccolo gioiello di 160 pagine vede la luce a Taiwan nel 1995. Il suo contenuto, però, è incredibilmente contemporaneo e attuale.
Il romanzo si basa su una premessa di climate fiction per poi indossare un abito cyberpunk e trattare tematiche di genere e queer, la manipolazione del corpo umano e il dominio della tecnologia nella vita di tutti i giorni.

14. Il passeggero, Cormac McCarthy
Per chi cerca un libro sul dolore
Il testamento letterario di Cormac McCarthy, che ci ha lasciati proprio nel 2023, è forse il suo romanzo più grande in assoluto. Ne Il passeggero McCarthy si discosta dal suo genere principale, il western, per scrivere un libro con un’infinità di chiavi di lettura, complesso, a tratti delirante e onirico, e molto, molto doloroso.
Mai come in questo libro McCarthy affronta il tema della morte e quello dell’amore. Non c’è una vera e propria trama: certo, c’è Bobby Western con il suo lavoro da sommozzatore, l’amore per la sorella Alicia (e i capitoli dedicati alle “visioni” di lei), i personaggi derelitti che gravitano intorno a Bobby e il mistero del passeggero scomparso.
Tuttavia, alla fine, queste cose sono solo un pretesto per parlare d’altro. E se c’è qualcuno che può farlo, che può ingannarci in questo modo, quel qualcuno è proprio Cormac McCarthy.

15. Stella Maris, Cormac McCarthy
Per chi cerca un libro sul dolore (al quadrato)
Stella Maris è un libro in forma dialogica pensato per essere letto insieme a Il passeggero. È composto da 7 capitoli che rappresentano 7 sedute tra Alicia Western e il medico psichiatra che l’ha in cura all’istituto Stella Maris.
Anche qui, i dialoghi sono un pretesto per affrontare una sconfinata varietà di argomenti, in particolare di matematica, fisica nucleare e musica (abbastanza buffa la coincidenza dell’uscita di questo dittico con quella di Oppenheimer di Nolan).
Eppure, sotto il fiume di parole che si scambiano Alicia e il suo medico, si cela una malinconia profonda, un altro libro sul dolore che fa eco a quello precedente. Alcuni passi e alcune frasi travolgono in pieno il lettore, fissandosi nella mente per non andarsene più. Bellissimo e struggente.

16. La valle dei fiori, Niviaq Korneliussen
Groenlandesi chi?
In Groenlandia il suicidio è la principale causa di morte tra i giovani di età compresa tra i 15 e i 24 anni. Non solo, ma nel paese l’8% dei decessi totali è dato dai suicidi.
Per questo motivo parlare di Groenlandia oggi significa per forza affrontare questo tema. E ci riesce splendidamente Niviaq Korneliussen, prima autrice groenlandese a essere letta da un vasto pubblico fuori dal suo paese.
La valle dei fiori è un romanzo triste, a tratti pesante come un macigno e a tratti delicato come una piuma. È anche una discesa nei pensieri bui che cannibalizzano senza tanti scrupoli decine e decine di giovani vite groenlandesi. Da leggere durante il giorno.

17. Grace, Paul Lynch
Per chi ama (e teme) i romanzi di formazione
Irlanda, 1800, Grande Carestia. Grace sembra porsi come un romanzo storico, ma in realtà si rivela essere una toccante storia di formazione, cruda come un romanzo di McCarthy e raccontata con uno stile evocativo.
Grace ha quattordici anni e viene cacciata di casa perché non c’è più cibo. I capelli corti e l’aspetto di un maschio, la giovane intraprende un viaggio nell’Irlanda occidentale che la porterà a incontrare personaggi più o meno positivi, in una serie di avventure rocambolesche.
Accompagnata dalla voce saccente del fratellino Colly, Grace dovrà lottare con le unghie e con i denti per sopravvivere in un’Irlanda letteralmente sull’orlo del baratro. Una curiosità: Paul Lynch ha vinto il Booker Prize 2023 con Prophet song, un romanzo distopico che uscirà in Italia in primavera.

18. Qualcosa di nuovo sotto il sole, Alexandra Kleeman
Per chi soffre di eco-ansia
In una California divorata dagli incendi, l’acqua è stata sostituita da un composto artificiale, apparentemente uguale in tutto e per tutto, dal nome ACQVA. In questo contesto si muove il protagonista, lo scrittore Patrick Hamlin, alle prese con la produzione del film tratto dal suo ultimo romanzo.
Il romanzo della Kleeman è folle, visionario e a tratti inquietante. Le similitudini con la nostra realtà, già pesantemente impattata dai cambiamenti climatici, sono tantissime.
Con uno stile evocativo, onirico e che in certi punti sembra essere la diretta conseguenza di prodotti allucinogeni, Qualcosa di nuovo sotto il sole è un perfetto esempio di climate fiction e ci racconta un mondo che sembra lontano ma in realtà è già qui.

19. Storie della tua vita, Ted Chiang
Per chi si chiede continuamente “E se…?”
Raccolta di racconti di fantascienza tra le più famose di sempre, Storie della tua vita deve in parte il suo successo al film Arrival di Denis Villeneuve, tratto da uno dei racconti del libro.
Ma tutte e otto le novelle meritano di essere lette. Ted Chiang parte da una piccola idea, un What if che cambia le carte in tavola della realtà per come la conosciamo. E da lì sviluppa i suoi racconti: ci fa riflettere, ci fa sorridere e anche storcere il naso. Consigliato a tutti, compresi i lettori non abituali di fantascienza.

20. Messia di Dune, Frank Herbert
Per chi cerca una tragedia nello spazio
A proposito del già menzionato Denis Villeneuve, dopo il tanto atteso Dune – Parte 2, il regista canadese trasporrà anche il secondo volume della saga, ovvero Messia di Dune.
Chi arriva dal primo romanzo rischia di ritrovarsi un po’ spaesato, in quanto Messia di Dune segue una struttura tipica delle tragedie greche, con un ritmo incalzante, quasi “profetico” e un’ambientazione dai toni onirici e sfumati. Un piccolo libro che prosegue magistralmente una delle saghe di fantascienza più celebri e apprezzate di sempre.

C’è qualche titolo di questi a cui vorresti dare il benvenuto nella tua libreria? Vuoi consigliarci tu un libro? Ti aspettiamo nei commenti e ti auguriamo un 2024 di splendide letture!
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4 commenti
Ciao Chiara e Marco! Tra i libri che avete citato, ho iniziato da 3 giorni “Ferrovie del Messico” e devo dire che sono piacevolmente sorpresa dallo stile di scrittura e dalla storia originalissima! Ogni pagina una bella scoperta!
Grazie per i vostri consigli, sempre interessanti! 🙂
Buona giornata,
Irene
Ciao Irene, grazie mille a te e buona lettura! Sarà una grande avventura ☺️
Vorrei consigliare la mia migliore lettura degli ultimi 10 anni: È venne il sabato, di Alberto Manzi
Ho letto che qualcuno ne ha consumate le prime 100 pagine velocemente, forse “troppi dialoghi”, ma era piaciuto… Io consiglio di divorarlo tutto d’’un fiato, proprio perché la prosa è fluida, ricca di dialoghi, si riesce facilmente. Ma anche e soprattutto perché la storia cattura, rapisce, quasi a non poterne fare a meno. Si dà arrivare all’intenso epilogo…che personalmente temevo, ma Manzi non mi ha deluso , come non mi deluse in Orzowei. Ancora fatico a comprendere come resti un autore sottovalutato, pur riconoscendo che gli manchino la caratteristiche del “grande” scrittore, nel panorama degli ultimi 50 anni penso sia stato uno degli scrittori migliori. La scrittura che ricorda il racconto della fiaba, l’onirico, il magico , che lo contraddistinguono sono la sua forza maggiore e lo dovrebbero far apprezzare su più larga scala. Assolutamente. Intellettualismi a parte, ovviamente.
Ciao Susanna,
grazie di cuore del consiglio! Terremo d’occhio quel libro in occasione delle nostre prossime capatine in libreria :)