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Irlandesi e italiani: 8 differenze che saltano all’occhio

irlandesi e italiani

Quando si viaggia o ci si trasferisce in un nuovo paese, è inevitabile fare dei confronti. Vale anche per noi viaggiascrittori, che dopo dieci mesi in Irlanda siamo tornati in Italia… e abbiamo cominciato a tirare le somme, a ragionare su somiglianze e differenze. Irlanda contro Italia, chi vince? Per scoprirlo non ti resta che leggere questo articolo.

Irlanda VS Italia: 8 differenze da notare

Se ci segui da qualche tempo, saprai che a luglio 2018 siamo rientrati in Italia dopo aver abitato a Dublino per quasi un anno. L’esperienza all’estero ci ha certamente cambiati, rendendoci persone più sensibili e tolleranti delle differenze culturali, che sono sempre un arricchimento e mai una perdita.

Se vuoi saperne di più sulla nostra storia, ti consigliamo di leggere The Irish Diary, il diario irlandese in cui abbiamo raccontato le nostre avventure da expat.

Quali sono le differenze che saltano all’occhio tra Italia e Irlanda? In questo post proviamo a tracciare le principali, o almeno quelle che ci hanno colpito di più. Abitudini curiose o assurde ai nostri occhi, ma anche buone pratiche da seguire: insomma, piccole cose di cui ora sentiamo la mancanza. Ecco la nostra lista.

Dublino

1. Il carattere irlandese

È una verità universalmente riconosciuta che gli irlandesi siano uno dei popoli più gentili e cordiali del globo terracqueo. Dopo aver vissuto tra loro per qualche mese, non me la sento di smentire questo luogo comune.

L’irlandese medio alla cassa del supermercato si produce in larghissimi sorrisi, quando vi incrociate in corridoio saluta sempre (anche se l’hai visto tre minuti prima), si ferma a dare indicazioni stradali quando ti vede disorientato. È tutto un “How are you?”, “Sorry!”, “You’re grand!”.

Questo non vuol dire che gli irlandesi siano invadenti, anzi. Nella vita quotidiana sono più riservati e tranquilli di come li immaginiamo: sugli autobus se ne stanno per i fatti loro, non parlano a voce alta e non importunano gli sconosciuti. Dopo tanti mesi sui mezzi pubblici a Dublino, rientrare in Italia è stato t-r-a-u-m-a-t-i-c-o.

Leggi anche: Dublino, 10 cose da vedere e fare gratis

Dublino mezzi pubblici

Ma quel che apprezzo degli irlandesi ancora più della loro gentilezza – che qualche duro di cuore giudica “tutta una facciata” – è la graziosa rassegnazione con cui accettano qualsiasi calamità.

Per esempio: stai andando al lavoro in autobus, quando un incidente stradale provoca una coda mostruosa e continui ad accumulare ritardo. Lo spirito italiano che è in te comincia a ribollire, sei tentato di avvicinarti all’autista e pregarlo che ti faccia scendere lì, in mezzo alla strada.

L’irlandese no: lui resta seduto comodo e continua a guardare serie tv sul cellulare. Non rimugina, non se la prende: è paziente e ottimista, sa guardare il bicchiere mezzo pieno. Una capacità che noi italiani sembriamo aver perso di vista.

2. Cucina… mordi e fuggi

Non mi dilungherò sull’amore che lega noi italiani al cibo, alimento fisico ma soprattutto mentale, che monopolizza intere conversazioni. Anche agli irlandesi piace mangiare… ma non lo sanno fare molto bene: il loro rapporto col cibo è del tipo “mordi e fuggi”.

Praticano la religione del toast col burro a colazione, pranzo e cena; a volte ci aggiungono in cima un uovo fritto o una cascata di fagioli col pomodoro direttamente dalla lattina. Non bevono acqua, ma bollenti tazze di caffé solubile. Ovviamente sto generalizzando: noi viaggiascrittori amiamo la cucina irlandese!

Cucina irlandese

3. How are you? Sorry!

Come stai? Scusa! In Irlanda sentirai queste due frasi fino alla nausea, anche nei contesti più improbabili. Si informerà sulla tua salute la cassiera del negozio e persino l’autista del bus. Per non parlare di quando qualcuno ti sfiora per sbaglio, ma sente comunque il bisogno di chiederti scusa. In Italia, lo sappiamo, le mandrie non si fanno problemi a travolgerti.

Questo non significa che gli irlandesi siano un popolo di santi. Quando ti chiedono How are you? spesso non si fermano neanche ad ascoltare la risposta, è più un automatismo. Tuttavia, lo confesso: è un piccolo gesto di cui sento la mancanza.

Westport

4. I bagni irlandesi

Sulle case irlandesi potrei scrivere un’enciclopedia, ma mi fermerò ad analizzare un punto in particolare: il bagno. Questa piccola porzione di abitazione è lontana anni luce dal bagno italiano e i suoi comfort. In molte case, specialmente le più vecchie, i lavandini non hanno ancora il miscelatore, ma due rubinetti separati per l’acqua fredda e l’acqua calda. La scelta è tua, ed è sempre un’emozione: preferisci ibernarti la faccia o ustionartela?

Il bidet non lo sto neanche a menzionare, trattandosi di una perversione italiana. Ma la mancanza di prese elettriche è un punto particolarmente dolente, specialmente per quelli che, come me, sono abituati ad asciugare e acconciare i capelli in bagno. Tanto te lo dico in anticipo: piastrare i capelli in Irlanda è una perdita di tempo.

Un’ultima cosa. Hai mai sentito parlare della doccia elettrica? Manco io, prima dell’Irlanda. Ma ti abituerai ad amare questa creatura in forma di scatola che aziona il getto d’acqua quando schiacci un pulsante.

Leggi anche: Vivere e lavorare in Irlanda

Malahide Irlanda

5. Un problema con la bottiglia

Gli irlandesi non fanno mistero del loro amore per il pub e tutto ciò che contiene. L’alcolismo è un problema che lo Stato prende così seriamente da applicare una tassazione molto pesante sulle bevande alcoliche. Compreso il Tavernello, che in Irlanda può arrivare a costare fino a 10 € la bottiglia.

Una domenica mattina Marco ed io ci siamo svegliati con un’insana voglia di ragù. Allora siamo andati a fare la spesa e abbiamo messo nel carrello mezzo litro di vino rosso per il sugo. Alla cassa non ce l’hanno voluto vendere: la domenica la vendita di alcolici è vietata fino alle 12.30. Uscendo dal supermercato, uno o due pub li avremmo fatti esplodere volentieri.

Pub irlandesi

6. Caffé e altri rimedi

Prima parlavo della passione irlandese per il caffé americano. Ma lo sai che loro considerano malata la nostra passione per l’espresso? Dicono che per noi è una droga: andiamo al bar, ci avviciniamo al bancone, ordiniamo un caffé, lo beviamo in 10 secondi e usciamo, come se avessimo assunto la nostra dose.

L’irlandese invece vorrebbe che il suo caffé non finisse mai. Non può resistere senza avere una tazza fumante al suo fianco, quella da asporto di Starburcks o catene simili. Non intendo dare giudizi etici: a ciascuno le proprie ossessioni.

Westport

7. L’insostenibile leggerezza dell’outfit

In Irlanda non sarai mai giudicato per come sei vestito. Anzi, potrà capitarti di beccare anche qualche complimento per la tua eleganza! In un panorama di tute e scarpe da ginnastica, lo stile italiano salta all’occhio, anche quando non c’è.

Personalmente non mi è mai capitato di avvistare persone in pigiama al supermercato, ma ho sentito che non è così raro. Per non parlare delle teenager irlandesi in libera uscita nel weekend, coperte solo di striminziti pezzi di stoffa.

Un altro punto dolente è il trucco. Le ragazze irlandesi si truccano troppo o troppo poco: passano dall’essere completamente struccate all’essere iper truccate, con vistosi ombretti, sopracciglia-albero-di-natale e ciglia finte. Altro che travestimenti del Team Rocket!

Leggi anche: Come vestirsi per un viaggio in Irlanda

Come vestirsi in Irlanda

8. Orari dei negozi

Sono le 18.30, sei appena uscito da lavoro e vorresti proprio andare a comprare quella maglietta che hai visto in negozio qualche giorno prima. Oppure sei un turista: dopo un giro delle attrazioni che ti ha portato via tutto il pomeriggio, vorresti scatenarti in un’ora di shopping selvaggio.

Peccato che in Irlanda la maggior parte dei negozi chiuda tra le 17 e le 18, nel weekend anche prima. Quella è l’ora del pub! Fanno eccezione i supermercati, che invece restano aperti fino a tarda sera.

Dublino


Sei mai stato/a in Irlanda? Ci sono altre differenze tra italiani e irlandesi che ti vengono in mente? Abitudini che ti hanno colpito? Scrivicele nei commenti! 

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6 Comments

  • Reply
    Anna
    settembre 11, 2018 at 12:07 pm

    La cosa del “how are you?” mi ha fatto sorridere ripensando ai finlandesi. Una volta la mia insegnante di finlandese disse che ci rimane sempre male, in Italia, perché non stiamo ad ascoltare la risposta a questa domanda. Questo perché quando un finlandese ti chiede come stai, intende sapere davvero come stai e sta ad ascoltare gioie e dolori che evidentemente loro amano star lì a snocciolare.
    L’italiano invece dice “come stai” un po’ a caso, la risposta è quasi sempre “bene” e in genere si passa subito ad altro 🙂 dopo quella volta ho iniziato a starci attenta!

  • Reply
    Ilaria Fenato
    settembre 11, 2018 at 1:18 pm

    Vedete perché poi scrivo che mi viene il dubbio sulla mia vita precedente? Ero sicuramente irlandese perché concordo e mi ci rivedo. Inoltre, la cosa del caffè è un pò vera. Io che non lo bevo mi guardo intorno e sento sempre questa frase “oddio, ho bisogno di un caffè altrimenti non sto in piedi” 😂😂 si è una droga ahahah ma lo capisco, io lo faccio con il Tea 😊
    Articolo carinissimo!!

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    Silvia The Food Traveler
    settembre 11, 2018 at 1:54 pm

    Per un momento ho temuto che volessi rivelarci che invece gli irlandesi non erano così gentili come sembrano 😅
    La doccia elettrica l’ho scoperta per la prima volta anni fa ma non ricordo se in Irlanda o da qualche altra parte nella campagna inglese: come per il lavandino senza mixer, io non ho mai imparato ad usarla senza ustionarmi la schiena o senza morire di freddo.
    La cosa dell’abbigliamento mi piace da matti perché in valigia puoi davvero mettere un paio di jeans e una felpa scura e sentirti fighissima, anche con le scarpe da ginnastica!

  • Reply
    Katja
    settembre 11, 2018 at 3:03 pm

    Leggere i vostri post sull’Irlanda & Dublino è fare un salto nei miei lontani ricordi e mi state facendo venire parecchia nostalgia!
    Ho sorriso a leggervi perché mi sono ritrovata in tutto! Io ho imparato ad essere molto più rilassata: qua in Italia sono molto più stressata (se a Trento si può parlare di stress). Abituata ad una mentalità più tedesca avendo vissuto più volte in Germania e abitando vicino al confine (e l’ammetto: un pò di carattere), non riesco a star ferma, devo essere sempre puntuale (meglio se arrivo in anticipo), tutto deve essere perfetto. No, a Dublino, ho imparato a prendere le cose con più calma: non succede nulla se mi capita di arrivare con 5 minuti di ritardo, le cose si fanno comunque. Mi è rimasta l’abitudine di prendere un cappuccino per potermi sedermi con calma, leggere il giornale, fare quattro chiacchere … non riesco a prendere l’espresso e correre via!

    Ma dell’out-fit ne vogliamo parlare? Una cosa che facevo solo a Dublino (mai e poi mai lo rifarei in Italia!): ho sempre abitato a Dublin 1 / Dublin 2, quindi sempre in centro (super centro). Bè, la mattina, quando mi accorgevo di non avere il latte, scendevo sempre con pigiama, capelli sparati ovunque, faccia addormentata e ancora da lavare ad acquistare il latte in quei negozietti dove vendono di tutto … e nessuno ci faceva mai caso! Questa situazione l’adoravo! No stress (soprattutto appena alzata!).

  • Reply
    Flavia
    settembre 15, 2018 at 1:46 pm

    Maddai!! ma la doccia super tecnologica e il lavandino indietro anni luce!?!?! Ahahahaha!!

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    Giulia
    ottobre 23, 2018 at 5:14 pm

    Sottoscrivo tuttissimo! Io qui sto,immersa tra “How are ya?” E gente in pigiama a tutte le ore.
    Lavandino a parte, adoro.

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