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Come crescere su Instagram senza imbrogliare

Instagram è il social network del momento. Tutti lo usano e tutti vogliono essere seguiti da migliaia di persone. È proprio su questa premessa che nasce la domanda del secolo: come crescere su Instagram? Di trucchi e strategie se ne leggono un’infinità, ma raramente prevedono una crescita naturale e organica. Oggi voglio parlarti proprio di come crescere su Instagram senza imbrogliare.

Instagram: come aumentare i follower senza imbrogliare

Cosa significa “imbrogliare”, quando si parla di Instagram? Nella mia personale visione delle cose, nel termine “imbrogliare” rientrano tutte quelle tecniche e automazioni che permettono di acquisire fino a centinaia di follower al giorno.

Ti starai certamente chiedendo cosa ci sia di male in tutto questo, vero? La risposta è semplice: una crescita così istantanea e rapida va a discapito del reale interesse delle persone nei confronti del tuo profilo.

Le tecniche da evitare: bot, gruppi telegram e gruppi DM

Ora ti spiego meglio quanto ho scritto sopra. Per acquisire tanti follower al giorno, una delle tecniche più utilizzate è quella del follow/unfollow, specialmente tramite automazioni chiamatebot“. In parole povere: tu paghi un programma che, al posto tuo, a qualsiasi ora del giorno e della notte, segue centinaia di utenti e successivamente toglie il follow.

Mettiti per un secondo nei panni degli utenti che si vedono seguiti da te: saranno contenti perché penseranno che qualcuno apprezza il loro profilo e le loro foto. Poi però il bot toglierà il follow a queste persone, lasciandole con l’amaro in bocca. A cosa serve questo giochino, quindi? Soltanto a crearsi un pubblico di persone poco interessate o indifferenti nei confronti del tuo profilo.

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Certo, i bot si possono targhetizzare per nicchie, ma il concetto rimane uguale: avrai tantissimi follower ai quali non fregherà nulla di te né di quello che fai, perché ti avranno seguito nell’illusione che quell’interesse fosse ricambiato. Oltre al classico follow/unfollow, i bot compiono anche azioni più basilari come lasciare like o commenti, sempre con il fine di aumentare i numeri.

Gruppi telegram e DM

Con l’avvento del nuovo algoritmo Instagram, risalente ormai alla primavera 2016, il social è andato sempre più verso un sistema basato sull’engagement dei contenuti. Vale a dire che, più like e commenti prenderà la tua foto nei primissimi minuti dopo la pubblicazione, più longeva sarà la sua viralità.

Molti utenti, per aggirare l’algoritmo, hanno fondato o si sono uniti ai cosiddetti “gruppi di engagement“, spesso accessibili dall’app di messaggistica Telegram.

Nei gruppi Telegram si organizzano dei “round“, ovvero degli orari specifici in cui ogni utente lascia un like o un commento alle foto pubblicate da tutti gli altri membri del gruppo. In questo modo, pubblicando un contenuto all’orario del round, si ottengono centinaia di like e commenti nella prima ora di “vita” della foto.

Leggi anche: 10 cose da non fare su IG

Tuttavia Instagram ha iniziato a penalizzare severamente questa pratica, e oggi gli utenti che ne fanno uso sono facilmente riconoscibili. Gli algoritmi del social si accorgono che tu, utente, ricevi like e commenti da centinaia di profili che non segui e che non ti seguono. Spesso inoltre si tratta di profili non in target col tuo, e oltretutto sono sempre gli stessi, a ogni foto.

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Gli utenti che decidono di intraprendere questa strada faranno molta fatica a uscirne: smettendo di usare i gruppi di engagement vedranno calare improvvisamente le interazioni organiche sotto i loro post. Per riprendere un andamento regolare potrebbero volerci mesi.

I gruppi DM si basano sullo stesso concetto, tranne che sono piccoli gruppi meglio targhetizzati. DM sta infatti per “Direct Message”, ovvero i messaggi privati su Instagram stesso. Questi gruppi possono contenere massimo 15 persone e solitamente sono più flessibili del round su Telegram.

La crescita organica: da dove cominciare

Dietro il proliferare di queste pratiche – secondo me – scorrette si cela una sola motivazione: il voler “arrivare”, il desiderio di essere qualcuno, di essere famosi e amati da un folto seguito di persone. Ma non tutti possiamo essere blogger o influencer tramite i social network.

E, cosa ancora più importante, non tutti abbiamo una personalità tale da interessare un pubblico di sconosciuti, né delle capacità particolari che possano esprimersi attraverso il visual storytelling. Dura da mandar giù, ma è così.

Per chi invece ha qualcosa da raccontare, Instagram offre infinite opportunità. Non bisogna farsi accecare dalla voglia di monetizzare tanto e subito, perché il rischio è proprio quello di “pompare” i propri numeri e ritrovarsi con un social media kit farlocco, che le aziende e i brand più seri riconoscono subito.

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Inoltre ci sono svariati modi per verificare quanto un profilo sia “vero”, e uno di questi è il sito Socialblade, un potente tool che permette di analizzare i dati di crescita di account Instagram, Twitter e Youtube.

Gli utenti che fanno utilizzo di bot e altre pratiche simili sono immediatamente riconoscibili comparando i grafici di crescita dei follower con il numero di account seguiti quotidianamente. Imbroglioni, io vi vedo. 

Meglio pochi follower attivi che tanti follower disinteressati

Il mantra della crescita organica è: pochi follower ma buoni. Punta a essere un micro-influencer, non un instagramer con 100k ma comunque sconosciuto. Potresti avere anche 10k e un engagement altissimo con una media di oltre 100 commenti a foto, non c’è bisogno di avere 3 volte quel numero per essere qualcuno.

Devi essere te stesso, comportarti in maniera genuina. La base per un account di successo è sempre e solo una: avere una galleria di ottime immagini e una storia da raccontare. Questo è solo il primo passo, ma è anche quello più importante. Se le tue foto sono brutte e non sai renderti interessante, scordati il successo. Ma soprattutto chiediti sempre: perché qualcuno dovrebbe seguirmi? Che cos’ho da offrire?

Interagire tanto, quotidianamente e manualmente

La differenza tra te e un bot è che tu sei una persona e come tale ragioni, il bot no. Interagisci con gli altri utenti e falli sentire importanti. Leggi le loro didascalie e lascia commenti pertinenti: se parlano di quanto è stata brutta la loro giornata non ha senso che tu scriva un commento in stile “Che bella foto!”, perché in quel caso sapranno che non hai letto la loro didascalia e non ti interessa sapere cosa scrivono.

Ogni giorno dedica almeno mezz’ora al mattino e mezz’ora alla sera per interagire con le persone che segui. Devi essere in grado di creare con loro un legame sincero. Rifletti: perché qualcuno dovrebbe interessarsi a te se tu non ti interessi agli altri?

Non solo, ma ricorda che lasciare commenti e like alle foto degli altri può portarti nuovo seguito in maniera diretta: i follower degli altri utenti leggeranno i tuoi commenti, vedranno che sei una persona empatica e alla mano e potrebbero dare un’occhiata al tuo profilo. Profilo che, se ben tenuto, avrà guadagnato nuovi follower.

L’importanza dei like ben targhetizzati

L’interazione non deve limitarsi solamente agli utenti che segui. Ricordati che secondo le regole di Instagram puoi mettere circa 350 like all’ora prima di venire momentaneamente bloccato. In autunno potresti scorrere le foto taggate #autunno e farti notare dagli utenti italiani che postano foto in tema autunnale. Se nel frattempo ne hai pubblicate anche tu con quello stile, alcuni di loro si interesseranno al tuo profilo e ti seguiranno.

Leggi i miei consigli per fotografare l’autunno

Quando nevica puoi dare un’occhiata alle foto taggate #neve e fare la stessa cosa, seminando like sulle foto più belle. Essenzialmente fai quello che farebbe un sistema automatizzato, ma nel frattempo puoi anche lasciare qualche commento e ottimizzare l’interazione, così da suscitare ancora più interesse. Un bot non potrà mai lasciare commenti specifici a ogni singola foto, e quando sei tu a farlo la differenza si vede, e tanto anche.

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L’interazione è un boomerang

Potrà sembrare difficile vederlo, all’inizio. Ma già dopo qualche giorno noterai che tutti i like e i commenti che hai disseminato per il social ti torneranno indietro. Le persone sapranno che sei tu a interagire, non un robottino. Ti vedranno come una persona comunicativa, attenta ai contenuti degli altri. E ti premieranno con una valanga di like e commenti. Non c’è bisogno dei gruppi Telegram per essere simpatici all’algoritmo: basta essere social, come Instagram stesso vorrebbe che tu fossi.

L’importanza degli hashtag

Un altro elemento da non sottovalutare sono gli hashtag. Instagram ti permette di inserire fino a 30 tag sotto a ogni foto.

In realtà esiste un trucchetto per inserirne 60, ma recentemente l’algoritmo ha iniziato a penalizzare la reach organica di chi ne faceva uso (io per primo). Per usare il doppio dei tag è sufficiente inserirne 30 nel primo commento alla foto e poi andare a modificare la didascalia per inserirne altri 30. In ogni caso è un metodo che ti sconsiglio di adottare.

Ti basti sapere che gli hashtag potrebbero determinare il successo o l’insuccesso della tua foto. Oggi come oggi il tuo obiettivo dev’essere quello di finire tra i 9 post popolari di più hashtag possibili, in modo tale che la tua foto risulti visibile a chiunque decida di dare un’occhiata a quei specifici tag.

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Per ottimizzare la scelta degli hashtag ti fornisco un semplice consiglio: scegline 10 che rispecchino la tematica della foto (esempio: se vuoi postare una foto di una spiaggia della Sardegna puoi taggare #Sardegna #mare #spiaggia #estate #igersSardegna e così via).

I 10 hashtag successivi dovrebbero riflettere la nicchia a cui appartiene la foto, ma allo stesso tempo essere hashtag poco usati, in cui avrai più probabilità di finire tra i popolari. I restanti 10 tag devono essere tag popolari (in questo caso sempre in tema mare e travel). Sarà difficile posizionarsi bene in questi ultimi, ma ti porteranno comunque molte interazioni.

Scopri i 5 oggetti più bizzarri usati su IG

Se non hai tempo da spenderci, Instagram non fa per te

Spesso mi è capitato di scrivere ad alcuni utenti che mi avevano unfollowato. Dopo essermi assicurato dell’utilizzo dei bot grazie a Socialblade, ho domandato il motivo della loro scelta. Quasi sempre mi è stato risposto “Non ho tempo da perdere stando su Instagram, quindi per crescere uso i bot”.

Da un punto di vista prettamente pratico queste persone avrebbero ragione. Nessuno vorrebbe passare la propria vita su un social network, e nemmeno è quello che ti sto consigliando io.

Tuttavia il nocciolo della questione è un altro: Instagram è un social, e ciò significa che è nato per socializzare. Ovvero interagire con gli altri utenti. Ovvero fare community, ricordandosi sempre che dietro il bollino dell’immagine profilo c’è una persona in carne ed ossa.

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Non serve a niente, quindi, prendere in giro le persone, seguirle e poi non seguirle più, avere like e commenti finti o comprati. Forse serve solo a gonfiare l’ego di quelle persone che senza la “k” non si sentono nessuno. Io sto provando a spiegarti proprio questo: non è il numero di follower a determinare chi sei su un social network, ma la qualità dei contenuti e l’interesse del tuo pubblico.

Se non hai tempo di stare su Instagram la soluzione è semplice: non starci. Nessuno ti punta la pistola alla tempia e ti obbliga a raggiungere i 50 mila follower entro un anno. Nessuno ti ha dato come obiettivo di vita l’avere 4 mila like finti a ogni foto. Soprattutto nel caso in cui queste foto risultino inguardabili all’occhio umano. Insomma, nessuno ti obbliga a socializzare. Se non hai tempo o voglia, non farlo. Semplice.

Il problema dei soldi

Il mio ragionamento avrebbe perfettamente senso in un ambiente da cui risulti impossibile trarre qualche guadagno. Purtroppo oggi Instagram è diventato – per molti – un’enorme fonte di denaro. Ma ricordati che tra un influencer con 100k veri e uno con 100k falsi raggiunti nel giro di 6 mesi con costosissimi bot per follow/unfollow la differenza è palpabile. Sono poche le aziende serie che cascano dalle nuvole quando si tratta di scegliere tra due profili del genere.

Alcuni guru della rete ti venderanno i loro corsi promettendoti il contrario. Ti diranno: segui i miei consigli, paga i bot e partecipa ai round su Telegram: nel giro di pochi mesi fatturerai centinaia di euro a foto. Puoi credere a loro o puoi credere a me, e io ti dico: non dare retta a queste favole, perché i soldi li vedrai solo uscire e mai entrare.

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Conosco moltissimi utenti tra i 10 e i 15 mila follower che fatturano comunque più di 100 euro netti a foto sponsorizzata. E sapete perché? Perché i brand vedono che i loro contenuti sono di qualità e che le interazioni sono vere e genuine. La differenza tra un commento falso e uno sincero è visibile da chilometri di distanza. Mi è capitato persino di vedere profili con oltre 50 mila follower fare solo sponsorizzate (gratuite!) di scadenti marche di orologi.

Leggi anche: 10 hashtag e pose da copiare!

Conclusioni varie ed eventuali

Se a inizio articolo pensavi che ti avrei svelato chissà quale segreto per crescere su Instagram, ti sbagliavi. Io per primo ci ho messo 3 anni e mezzo a raggiungere i 15k follower. Tutti quelli che hanno iniziato a usare i bot la scorsa primavera mi hanno già superato. Anche molti blogger mi hanno superato. Alcuni di loro hanno passato anni a sostenere che “i social non saranno mai importanti come il blog”, ora invece pagano mensilmente il pizzo ai sistemi di automazione.

Potrei elencarti decine di blogger che hanno il doppio dei miei follower e un quinto (se va bene) del mio engagement. A che serve avere 30k se poi non superi i 300 like a foto e alla gente non interessa quello che fai?

Forse, tornando al discorso di prima, lo fanno per aggiungere uno 0 alla fattura. Ma credimi se ti dico che il gioco non vale la candela. I tools per sgamare questi comportamenti sono alla portata di tutti, soprattutto delle aziende. E la consapevolezza a riguardo sta aumentando notevolmente.

Ricordati il concetto fondamentale: l’interazione è tutto. Deve diventare il tuo mantra. Devi interagire tutti i giorni, anche solo 10 minuti prima di andare a dormire. Non è sufficiente scorrere il feed… devi proprio relazionarti con gli altri! Partecipa agli instameet, conosci di persona gli altri utenti. È un social fotografico, e la fotografia è una passione ancora più bella quando viene coltivata in compagnia.

32 Comments

  • Reply
    marina lo blundo
    novembre 14, 2017 at 9:04 am

    Grande Marco! Finalmente qualcuno che lo dice! Ho iniziato da poco a curare un po’ di più il mio profilo ig, curando anche le relazioni con gli altri, così come consigli tu, e devo dire che i risultati, pochi, lenti, ma costanti, stanno arrivando. Perciò andrò avanti su questa strada!

    • Reply
      Marco Tamborrino
      novembre 15, 2017 at 11:50 am

      Ciao Marina! Sì, i risultati all’inizio saranno lenti e pochi, ma come dici tu costanti. Poi diventeranno sempre di più e alla fine avrai un bel pubblico di persone realmente interessate a te, che è poi ciò che fa la differenza.

      A presto 🙂

  • Reply
    Marika
    novembre 14, 2017 at 9:39 am

    Complimenti hai spiegato tutto nei minimi particolari. Premesso che adoro IG perché vedere le belle immagini da tutto il mondo mi mette allegria, purtroppo noto un gran numero di furbetti. Solitamente non contraccambio l’amicizia a chi ha tantissimi follower e pochi following perché tanto lo so come va a finire. Per I gruppi telegram mi sembra una tristezza, piuttosto creare un gruppo tra amici dove commentare o likere la foto solo se davvero ti piace allora si. Sai quante foto di amici non vedo? Comunque sia c’è del marcio ovunque, ma se si ha buon occhio lo si vede 😉

    • Reply
      Marco Tamborrino
      novembre 15, 2017 at 11:49 am

      Ciao Marika 🙂 In realtà è più probabile che ti defollowino quelli che hanno tanti following, perché spesso significa che stanno usando i bot per i follow unfollow che ogni giorno seguono al posto loro centinaia di utenti (da qui il numero alto dei following).

      Molti creano gruppi tra amici con lo stesso fine dei gruppi DM, e per come la vedo io in quel caso ha un po’ più senso. Spesso con l’algoritmo le foto degli altri si perdono (certo, si possono attivare le notifiche ai post, ma poi è ancora più stressante).

  • Reply
    Pietrolley
    novembre 14, 2017 at 10:38 am

    Chapeau per quest’articolo!!! Complimenti.. hai scritto righe giustissime, spero che prima o poi la gente capisca!
    Io stesso dovrei prendere spunto per dedicare più tempo al social, non basta caricare una foto al giorno.

    • Reply
      Marco Tamborrino
      novembre 15, 2017 at 11:46 am

      Ciao Pietro! Se quella foto non è preceduta da tanti commenti agli altri utenti… è, come dire, una foto un po’ “buttata”. La sua viralità dipende dalle sue interazioni, e le interazioni dipendono da quanto interagisci tu. È un circolo vizioso!

  • Reply
    La Folle
    novembre 14, 2017 at 11:35 am

    Questi sì che sono consigli pratici e preziosissimi, grazie!
    Instagram è un social che ancora fatico molto a capire. Sapevo dei bot, anche perché sono ferma al mio numero di follower, appena pubblico qualche fotografia ne guadagno anche dieci in più ma subito dopo torno al punto di partenza, e questo succede da mesi. Ho provato a usare sempre lo stesso filtro, gli stessi soggetti, a cambiare gli hashtag, a cambiare il commento… niente, non riesco. Mi dedicherò maggiormente all’interazione come consigli tu, ma nel frattempo devo anche capire che linea seguire. Che fatica raga’!

    • Reply
      Marco Tamborrino
      novembre 15, 2017 at 11:45 am

      Ciao Anna! Instagram non è semplice da capire, i suoi meccanismi sono tantissimi e in continuo cambiamento. Io essenzialmente mi diverto un sacco, cerco sempre di trovare nuovi modi per fotografare e mi stupisco di fronte alle foto di chi è (molto) più bravo di me. In ogni caso hai ragione, un po’ di fatica si sente 😀

  • Reply
    Diletta
    novembre 14, 2017 at 1:27 pm

    Applausi per te Marco! Condivido in tutto e per tutto quello che dici. Purtroppo io interagisco poco, in effetti: magari scorro il feed, metto qualche like, ma raramente lascio commenti (un po’ come quando leggo gli articoli sui blog insomma). Questo però poi in effetti vedo che va a mio discapito… non ricevo mai molti commenti, mentre vedo altri profili con molti meno follower di me che hanno tantissimi commenti, proprio perché a loro volta interagiscono molto. Su questo punto di vista devo migliorare insomma. Grazie mille per i consigli… e lo sai, aspetto a gloria anche il post su come modificare le foto e renderle più instagrammabili! 😀

    • Reply
      Marco Tamborrino
      novembre 15, 2017 at 11:42 am

      Grazie, Diletta! Purtroppo per interagire serve tempo, e capisco che spesso non se ne veda l’utilità (alla fine è un social, una cosa fittizia, e il nostro tempo è molto più prezioso). Però è anche l’unica strada per crescere organicamente, soprattutto in seguito al nuovo algoritmo 🙂

      Ah, l’articolo sulle foto instagrammabili è il prossimo, spero di farcela entro Natale 🙂

  • Reply
    Silvia - The Food Traveler
    novembre 14, 2017 at 2:03 pm

    Post utilissimo Marco, soprattutto per chi come me Instagram sta imparando ad usarlo, anche se sarebbe meglio dire che ci sto provando, con scarsissimi risultati 😅 Però è un social che mi diverte e dove trovo “ispirazione”. Non immaginavo che ci fossero tutti questi “risvolti oscuri” e a volte mi sembra impossibile che tanti utenti – tra cui tanti nomi noti – decidano di usare questi trucchetti. Anche perché poi vengono sgamati facilmente. Che tristezza, però!

    • Reply
      Marco Tamborrino
      novembre 15, 2017 at 11:37 am

      I risvolti oscuri sono ancora di più, Silvia. Un giorno parlerò anche di quelli meno evidenti (che non prevedono bot ma altre forme di “pagamento”)… per ora limitiamoci a quelli in superficie, che già sono scandalosi.

      Grazie per essere passata e a presto! 🙂

  • Reply
    Sandra
    novembre 14, 2017 at 3:24 pm

    molto interessante e utile! Grazie Marco! Io e Instagram abbiamo un rapporto di odio e amore, ci sono foto che “funzionano” e altre meno, comunque mi applicherò di più come da te suggerito e vediamo un po’ come vanno le cose. Per il resto invece posso solo dire che ci sono “personaggi” che saranno anche big, ma di fatto si comportano come dei poveracci…..

    • Reply
      Marco Tamborrino
      novembre 15, 2017 at 11:36 am

      Poveracci è la parola giusta! Non hanno rispetto per gli altri utenti e per i loro contenuti… e stiamo parlando delle basi del social!
      Comunque grazie per i complimenti… prendi sempre ispirazioni dalle gallerie di chi già va bene su Instagram: io ho sempre fatto così! 🙂

  • Reply
    L'OrsaNelCarro Travel Blog
    novembre 14, 2017 at 4:30 pm

    Ok stavo commentando stamattina ma la linea é andata, mi complimento con il coraggio delle tue scelte e con il coraggio poi di scrivere quello che ci hai rivelato. Post utilissimo per chi come noi si “cimenta” ma una tirata di orecchie te la faccio per una cosa che considero gravissima: Marco TU Non Mi Seguiiiiiii!😂😂😂😂😂😂 ovviamente gioco, un bacione a Chiara! 😘

    • Reply
      L'OrsaNelCarro Travel Blog
      novembre 14, 2017 at 4:45 pm

      Velocissimo! 😅 Grazie! 😍

      • Reply
        Marco Tamborrino
        novembre 15, 2017 at 11:32 am

        Sono Speedy Gonzales! Ahah comunque Orsa, come ho detto anche a Ilaria, se non seguivo molti di voi è perché già seguo più di 600 persone e non riesco a stare dietro a tutti (un altro motivo per cui abbiamo creato l’account Instagram del blog, per riuscire a relazionarci al meglio anche con i blogger e non solo con gli instagramer 🙂 )

        • Reply
          L'OrsaNelCarro Travel Blog
          novembre 15, 2017 at 11:00 pm

          Ma figurati, capisco benissimo tanto più che l’impegno è tutto duplicato per via dell’account personale+quello del blog! 😉

    • Reply
      Marco Tamborrino
      novembre 15, 2017 at 11:34 am

      Dai Orsa che stai diventando bravissima anche tu! Ho visto sul tuo profilo un ottimo puddlegram… merito degli insegnamenti del Tamby, vero? 😀

  • Reply
    Anna Pernice
    novembre 14, 2017 at 6:30 pm

    Ottimi consigli Marco

    • Reply
      Marco Tamborrino
      novembre 15, 2017 at 11:28 am

      Grazie, Anna! Felice che tu sia passata di qui 🙂 A presto!

  • Reply
    Viaggio con la Fotografia - Ilaria Fenato
    novembre 15, 2017 at 12:35 am

    Ottimi consigli! Ho visto Instagram crescere quando nessuno se lo cagava e mi prendevano tutti in giro perchè ero una delle poche iscritte, ovviamente con la stupefacente media di 10 likes a foto!!
    Ammetto che spesso sono caduta nella curiosità di provare questi meccanismi quando offerti gratuitamente come prova; all’ultimo ho risposto che non mi interessava perchè funzionano tutti allo stesso modo; ha insistito dicendo che è diverso e sto provando in questi giorni ma vedo gente che ha iniziato a seguirmi senza senso e so già che li perderò tutti. Preferisco parlare con la gente e, da maniaca del controllo quale sono, cercare io le foto ed i contenuti da piacizzare, come ho sempre fatto, stringendo anche delle belle amicizie virtuali ^_^

    ps: mi unisco ad Orsa per la tirata d’orecchie visto che non segui neanche me ahhahaah Io ti seguo nonostante tu stia con Barilla, te lo ricordo xD

    • Reply
      Marco Tamborrino
      novembre 15, 2017 at 11:24 am

      Ciao Ilaria! La curiosità c’è sempre, anche io per pochissimi giorni ho provato alcune delle tecniche elencate. Quando si rimane indietro rispetto agli altri è normale avvertire una sensazione di inferiorità, che non è bella né piacevole. Ma alla fine Instagram mi ha permesso di conoscere tante belle persone, dagli instameet ai blogtour, e lo apprezzo per quello!

      P.s. fate bene a tirarmi le orecchie! Ad ogni modo il mio non è snobismo o altro, è che seguendo già più di 600 persone non riesco mai a stare dietro a tutti, e molti blogger preferisco farli seguire a Chiara con l’account dei viaggiascrittori. Fai conto che già per un sacco di utenti ho dovuto attivare le notifiche ai post, perché l’algoritmo non me le mostra mai 🙁

      • Reply
        Viaggio con la Fotografia - Ilaria Fenato
        novembre 15, 2017 at 3:21 pm

        Ma tranquillo Marco, scherzavo! xD Non chiedo mai a nessuno di seguirmi, infatti con l’altro account mi seguivate già ed anche Chiara <3
        Anche io ho dovuto attivare le notifiche, sopratutto per chi posta poco…Che fastidio questi algoritmi! Ma non era più facile quando le mostrava in ordine cronologico? T_T Un abbraccio a tutti e due! ^_^

  • Reply
    Michela
    novembre 15, 2017 at 3:32 am

    Va beh ma vi serve che commento? Lo sapete che concordo al 100%! E spero che questo post faccia aprire gli occhi anche ad alcuni “top blogger” che stanno perdendo un po’ di vista l’obbiettivo vero…..

    • Reply
      Marco Tamborrino
      novembre 15, 2017 at 11:27 am

      Secondo me, a giudicare da alcuni riscontri che ho avuto, i “top blogger” fanno finta di niente. Forse un po’ temevano che li avrei smascherati e hanno tirato un sospiro di sollievo, non saprei… almeno tu in Giappone sei un po’ più lontana da questi meccanismi 😀

      • Reply
        Michela
        novembre 16, 2017 at 1:19 pm

        Quello è vero, qui pochissimi fanno follow-unfollow…ma sono molto più fotografi! Quindi hanno numeri pazzeschi perchè usano Instagram come un portfolio, una mostra delle loro foto….sono spettacolari da seguire, ma è un uso totalmente diverso (e un po’ strano per me).
        Comunque aspetto gli sviluppi anche a lungo termine io 😛

  • Reply
    dritteontheroad
    novembre 15, 2017 at 3:54 pm

    Condivido pienamente!! Interessante il post.. ne farò tesoro 😄!ciao!

    • Reply
      Marco Tamborrino
      novembre 15, 2017 at 6:43 pm

      Grazie mille davvero!

      A presto 🙂

  • Reply
    onetwofrida
    novembre 16, 2017 at 6:54 pm

    Grande Marco! Post super completo e di grande ispirazione! Io credo che il problema sia che si vuole tutto e subito… Personalmente odio l’algoritmo di IG, ma certe tecniche per aggirarlo mi fanno venire l’orticaria!

  • Reply
    ingirovagandomum
    novembre 17, 2017 at 6:53 pm

    Ciao, io credo che i Pod su Telegram (come i gruppi su Facebook) abbiano senso solo se si parla di un a argomento specifico che davvero interessa alle persone. In questo modo le persone si sentono coinvolte perché interessate e sono più portate ad interagire in maniera autentica. Se posso, aggiungo un piccolo consiglio che con me ha funzionato: targare la persona quando si scrive un commento. Per chi ha già un discreto numero di follower molti commenti sfuggono, il tag invece compare nelle notifiche e di solito almeno per gentilezza la gente risponde. Laura

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